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Come sviluppare la presenza magnetica: la presenza che gli altri sentono prima delle parole

Certe persone entrano in una stanza e la stanza cambia prima che una parola sia detta: le conversazioni si abbassano, gli sguardi si girano, qualcosa si posa. Questa è la presenza magnetica, la qualità che gli altri sentono prima del linguaggio, ed è il quarto strumento dell’ipnosi non verbale dopo lo sguardo, i passi ed il tocco.

L’avete sentita dall’altra parte. Un amico arriva agitato, e dopo un minuto accanto a lui il vostro respiro si è fatto corto; un altro arriva calmo, e le vostre spalle scendono mentre voi decidete altro. Un neonato si gira verso un volto quieto. Un cavallo si posa sotto una mano ferma. La presenza viaggia, sempre, in tutte e due le direzioni.

Vi porto attraverso sette passi, nell’ordine in cui la Scuola li insegna:

  1. Che cos’è la presenza magnetica, nella definizione del Dr. Paret.
  2. Perché si sente prima delle parole: i due livelli.
  3. Come si costruisce: gli esercizi di Alchimia Pratica dell’Uomo, citati alla lettera.
  4. Che cosa sentite voi mentre cresce, e che cosa sentono gli altri.
  5. Come la presenza porta lo sguardo, i passi ed il tocco.
  6. Da dove viene la pratica.
  7. Come si impara, ed il motivo per cui si impara dal vivo.

Che cos’è la presenza magnetica?

La presenza è libertà di agire nel presente. Il Dr. Paret ne dà una definizione semplice: la presenza è lo stato in cui siete liberi dal movimento fra passato e futuro, radicati nel presente [1]. Si sente nel corpo prima di essere capita: il respiro scende, i muscoli lasciano andare una tensione che tenevano per il futuro, si posa una calma, i ritmi fisiologici rallentano.

Quando quel radicamento diventa stabile e può essere diretto verso un’altra persona, la tradizione lo chiama presenza magnetica: una qualità di energia, di attenzione e di quiete che il sistema dell’altra persona registra all’istante, sotto la mente cosciente [2][3].

La presenza vi mette in contatto con la vostra Essenza, la parte di voi che resta la stessa mentre ruoli, umori ed opinioni passano. Questo è il motivo per cui il lavoro va in profondità: state allenando il fondo della persona, e ogni capacità che già avete poggia su quel fondo.

  • La presenza migliora qualsiasi cosa facciate. È la base della performance ottimale: lo stesso discorso, la stessa trattativa, la stessa consulenza, dati dalla presenza, arrivano con un peso diverso.
  • Chi cerca di apparire calmo trasmette la ricerca. Chi è presente trasmette presenza, e resta calmo con facilità.

Ecco l’immagine che lo rende chiaro. Una lampada ha luce propria; uno specchio restituisce la luce che gli capita davanti. Tutto il lavoro della Scuola è fare la lampada. Nel MESMERISMUS® il principio centrale è esattamente questo: l’operatore impara prima a produrre e a mantenere una qualità di stato in sé, e solo dopo, per via magnetica, guida l’altra persona verso un cambiamento corrispondente [3].

Perché la presenza si sente prima delle parole?

Perché il primo dialogo di ogni essere umano è fatto di volti, mani e respiro, mesi prima del linguaggio, e quel canale resta aperto per tutta la vita. Neonati di due-cinque giorni distinguono già uno sguardo diretto da uno sfuggente, e preferiscono il volto che fa contatto [4]. Quando due persone si guardano dal vivo negli occhi, i loro cervelli si sincronizzano in modo misurabile [5]; i ritmi cardiaci ed il respiro tendono ad allinearsi [6]. Lo spazio intorno al corpo registra una persona che si avvicina prima del contatto [7]. Un operatore presente offre a tutti questi canali un unico segnale stabile.

I livelli sono due, ed entrambi sono reali per chiunque pratichi.

Il livello neurologico. Volto, occhi e voce appartengono a un sistema che segnala sicurezza o pericolo sotto ogni decisione cosciente, e lo stato di una persona regola lo stato dell’altra: è la lettura che la teoria polivagale dà di ogni incontro [8][9]. Una parola lo rende concreto: lo stato ventrovagale è la connessione. Quando quel circuito è attivo in voi, l’altro corpo legge connessione e risponde con connessione; tutta l’arte della presenza sta nel tenere quel circuito fermo mentre l’incontro va avanti.

Il livello energetico. Quando due persone sono in relazione, entrambe sentono che qualcosa passa dall’una all’altra, e la tradizione lo ha chiamato energia: è una questione di sensazioni. Può essere la comunicazione non verbale che crea stati simili nei due corpi; qualcuno lo legge come un effetto non locale, di tipo quantistico, fra un cervello e l’altro; può essere un meccanismo psicologico ancora da descrivere; può essere un’energia in senso proprio. La Scuola resta aperta a tutte queste possibilità e, sul piano pratico, lavora con la descrizione più semplice: è come un’energia che passa, e resta un’approssimazione valida, perché corrisponde a ciò che entrambi sentono. La realtà primaria del fenomeno dell’energia è che si sente [10].

Come si costruisce la presenza magnetica? Gli esercizi, alla lettera

Quello che segue è preso parola per parola da Alchimia Pratica dell’Uomo del Dr. Paret [2], in quest’ordine. Questi esercizi sembrano piccoli. Sono la porta, e chi la attraversa entra in una piccola élite: le persone che lavorano sul fondo di sé mentre il mondo lavora sulla superficie.

Esercizio 29 — Il punto di concentrazione. «Immaginate un punto, un piccolo punto davanti a voi. Rendetelo più piccolo possibile e concentratevi su di esso per una decina di secondi. Chiamiamo questo un “punto di concentrazione”. Esso rappresenta la direzione dell’attenzione. Per arrivare ai massimi risultati dovete essere capaci di guidare la vostra attenzione.»

Esercizio 30 — Proiezione del punto. «Subito dopo l’esercizio precedente, ora guardatevi in uno specchio ed immaginate di proiettare il punto di attenzione sull’immagine nello specchio, nella zona fra i due occhi. Affermate semplicemente: “ora decido di prendere la via verso me stesso”. Chiudete gli occhi, allontanatevi dallo specchio e non pensateci più fino a domani.»

Esercizio 31 — Presenza allo specchio. «Fissatevi semplicemente nello specchio senza battere le palpebre. Fissatevi fra i due occhi. Noterete varie sensazioni facendo questo esercizio ed in certi momenti perderete coscienza di voi stessi.»

Esercizio 32 — Coscienza costante di una parte del corpo. «Mantenete coscienza costante di una parte del nostro corpo (per esempio una mano). Col tempo questo esercizio può essere accompagnato anche dall’attenzione a un piede (possibilmente dalla parte opposta del corpo).» Il libro dichiara lo scopo: «Lo scopo di questi esercizi è cominciare a “ricordare noi stessi”. Lo scopo è l’ulteriore sviluppo della Presenza come via di libertà.»

Lavorateli nel registro sobrio in cui sono stati scritti: una disciplina interiore, presa ogni giorno, tenuta con severità verso di sé e calma sui risultati. Osservate, come chiede il libro, le sensazioni che nascono allo specchio, i momenti in cui il senso ordinario di sé si scioglie, e la facilità crescente nel tenere una mano in coscienza mentre fate altro.

È come imparare a tenere accesa una candela camminando: all’inizio ogni passo la spegne; poi, un giorno, attraversate la stanza e la fiamma è rimasta ferma.

Che cosa sentite voi, e che cosa sentono gli altri?

Dentro, la presenza si sente come una quiete profonda ed insolita, un vuoto piacevole che in realtà è spazioso, ed un peso che si posa nei piedi e alla base del corpo. Il commento interno si assottiglia. Il tempo cambia: il presente si allarga, ed i minuti allo specchio sembrano più lunghi di quanto dica l’orologio, lo stesso allargamento che il Dr. Paret descrive nel suo lavoro sul kairòs, il tempo dell’occasione [1]. Al posto della vecchia agitazione compare una forza interiore, quieta e disponibile.

Fuori, gli altri lo sentono come un cambiamento nell’atmosfera: abbassano la voce, si girano verso di voi, finiscono le frasi più lentamente, e nasce un interesse persistente per la persona che sta in quel modo. Sono segnali che osserviamo; ciascuno risponde a modo suo.

Come la presenza porta lo sguardo, i passi ed il tocco?

I quattro strumenti sono un unico circuito. Il corpo dà struttura; lo sguardo dà direzione; la Fascinazione raccoglie l’attenzione; la presenza rende stabile la trasmissione [3].

  • Uno sguardo in presenza attira; uno sguardo da solo blocca. La tradizione li distingue con precisione: lo sguardo puramente ipnotico blocca, come il serpente blocca l’uccellino; lo sguardo magnetico, tenuto in presenza, sposta i punti di riferimento della persona e la attira.
  • Un passo in presenza porta calore e peso. La stessa mano lenta, data dalla presenza, scende lungo il corpo e si sente a lungo dopo che è passata.
  • Un tocco in presenza chiude il cerchio. La mano sulla fronte diventa il sigillo di tutto quello che è venuto prima.

È come il silenzio di un musicista prima della prima nota: la nota è la stessa, e tutto quello che segue dipende dalla qualità di quel silenzio.

Da dove viene la pratica della presenza?

Per gli Egizi l’occhio e la mano del guaritore erano la sede di un potere, ed ogni tempio antico formava il sacerdote prima del rito. Mesmer, nel 1779, lavorava con i passi, con l’energia umana e con uno sguardo fisso e continuo che i suoi pazienti descrivevano come la parte più forte del trattamento [11]. Deleuze, nel 1825, apre l’istruzione classica con una richiesta che è pura presenza: prima di toccare la persona, il magnetizzatore si raccoglie, fissa la sua volontà e sta interamente con la persona che ha davanti [12]; Du Potet e Lafontaine lo ripetono in ogni capitolo [13].

Nel Novecento, in Italia, la linea è passata da Donato a Erminio Di Pisa ed al Maestro Virgilio Torrizzano, che ha iniziato il Prof. Dr. Paret alla Fascinazione ipnotica ed al lavoro magnetico; oggi si insegna nella scuola MESMERISMUS®, che un recente manuale inglese descrive come la scuola moderna dell’arte [14][15]. La storia completa è nella nostra pagina sulla storia del mesmerismo. Per chi guarda più lontano, oltre l’ordinario, la tradizione conserva un lato più misterioso del lavoro di presenza, descritto nella pagina sul potere dello sguardo.

Come si impara la presenza magnetica?

Gli esercizi allo specchio si possono fare da soli, stasera, e le prime sensazioni arrivano la prima volta. Quello che lo specchio lascia da parte è il modo di tenere quella presenza davanti a un altro essere umano: mantenere lo stato mentre leggete le sue risposte, mentre lei si muove, mentre lo scambio va avanti.

Questo si impara dal vivo, nel training MESMERISMUS®, come si impara a nuotare: facendolo, accanto a qualcuno che già sa, accanto a un maestro il cui stato potete sentire e riprodurre progressivamente, perché la trasmissione da maestro ad allievo passa dagli occhi.

Quello che il training costruisce con essa è una triade potente: fiducia inarrestabile, autostima, sicurezza. Lavora sull’Essenza, e attraverso questa pratica cambiate intimamente, dentro. La pratica collegata è il vuoto mentale; le dimostrazioni sono sul nostro canale, youtube.com/@neurolinguistic, dove la presenza si mostra mentre accade.

Domande frequenti

La presenza magnetica è la stessa cosa del carisma? Con la presenza si va molto oltre il carisma, perché con la presenza sentite dentro anche la vostra forza e la vostra Essenza. Il carisma è il nome che le persone danno alla presenza quando la incontrano negli altri. La presenza è un’abilità con esercizi, gradi ed una linea di trasmissione; chiunque pratichi può svilupparla, e resta stabile.

Quanto tempo ci vuole? Le prime sensazioni allo specchio arrivano in un minuto, la prima volta. Tenere la presenza davanti a un’altra persona, nella vita ordinaria e nel lavoro magnetico, è materia di pratica guidata, ed è il motivo per cui il training esiste.

Serve un dono? Serve una guida. Quello che passa per dono è una persona che tiene già una presenza stabile mentre il modo in cui l’ha costruita resta nascosto anche a lei. L’abilità si divide in parti che si possono insegnare: prima la direzione dell’attenzione, poi il corpo, poi la relazione.

È sicura? La presenza produce uno stato di riposo profondo e di attenzione ricettiva, in voi e nella persona che avete davanti. È un’arte di conoscenza di sé, comunicazione e presenza, e si insegna soltanto a persone che promettono di usarla per il bene: la potenza di una pratica rende ancora più importante la qualità di chi la usa. La cura medica e psicologica appartiene alle professioni che la governano.

Ambito e limiti

Nel MESMERISMUS® del Prof. Dr. Marco Paret questo patrimonio si insegna come arte di conoscenza di sé, comunicazione, benessere e crescita personale. È offerto come tale, ed ogni materia medica o terapeutica appartiene alle professioni che la governano. Le referenze storiche e scientifiche qui sotto permettono di verificare ogni affermazione alla fonte; gli esercizi sono citati dal libro alla lettera, e la loro forma completa si insegna dal vivo.

Note e riferimenti

  1. Paret, M. (2009). L’energia segreta della mente — la definizione della presenza come stato radicato nel presente, ed il capitolo sul tempo e sul kairòs.
  2. Paret, M. Alchimia Pratica dell’Uomo: Magnetismo Personale e Realizzazione. ISI-CNV — Esercizi 29 «Il punto di concentrazione», 30 «Proiezione del punto», 31 «Presenza allo specchio», 32 «Coscienza costante di una parte del corpo», citati alla lettera. La numerazione segue l’edizione: le stesse quattro pratiche compaiono come Esercizi 16-19 in Paret, M., Coaching e Successo Magnetico (ISI-CNV, 2013).
  3. Paret, M. (2011). Training Manual: Mesmerismus — Fascination — Presence. ISI-CNV, Université Européenne — la progressione forza vitale → fascinazione → presenza, ed i quattro strumenti.
  4. Farroni, T., Csibra, G., Simion, F. & Johnson, M. H. (2002). «Eye contact detection in humans from birth». PNAS, 99(14), 9602–9605.
  5. Hirsch, J. et al. (2017). «Frontal, temporal and parietal systems synchronize within and across brains during live eye-to-eye contact». NeuroImage, 157, 314–330 — lo studio confronta l’interazione dal vivo occhi negli occhi con lo sguardo rivolto a un volto in immagine, e trova una coerenza fra cervelli maggiore nella condizione dal vivo.
  6. Palumbo, R. V. et al. (2017). «Interpersonal autonomic physiology: a systematic review of the literature». Personality and Social Psychology Review, 21(2), 99–141.
  7. Serino, A. (2019). «Peripersonal space (PPS) as a multisensory interface between the individual and the environment». Neuroscience & Biobehavioral Reviews, 99, 138–159.
  8. Porges, S. W. (2011). The Polyvagal Theory. New York, Norton.
  9. Grossman, P. et al. (2026). «Why the polyvagal theory is untenable». Clinical Neuropsychiatry, 23(1), 100–112; and, in the same issue, Porges, S. W. (2026). «When a critique becomes untenable», 113–128. Usiamo qui la teoria polivagale perché offre una cornice adeguata, che corrisponde ai fenomeni descritti. Restiamo aperti ad altre interpretazioni, purché rendano conto con chiarezza dei fenomeni, che nella pratica sono effettivamente tangibili. La nostra opinione è che la teoria polivagale, anche dove i dettagli potranno essere perfezionati, abbia toccato grandi verità ed offra un angolo che agevola molto la comprensione della meccanica del fenomeno, così come lo osserviamo davvero.
  10. Sulla questione del fluido: nel 1784 la commissione reale francese presieduta da Benjamin Franklin concluse che il fluido restava invisibile ai suoi occhi e che i commissari lo sentivano assente (Rapport des commissaires chargés par le Roi de l’examen du magnétisme animal, Paris, 1784). La Scuola legge quel rapporto come un’analisi condotta fuori dallo stato adeguato, in cerca di un agente visibile o tangibile nel mezzo, sul presupposto — che attende ancora la sua prova — che ciò che opera debba essere misurabile dall’esterno. Dopo tre secoli di indagine gli strumenti epistemici possono essere semplicemente insufficienti; l’effetto, intanto, si sente. Sull’epistemologia della controversia: Méheust, B. (1999). Somnambulisme et médiumnité, 2 vols. Le Plessis-Robinson, Les Empêcheurs de penser en rond.
  11. Mesmer, F. A. (1779). Mémoire sur la découverte du magnétisme animal. Geneva–Paris, Didot.
  12. Deleuze, J. P. F. (1825). Instruction pratique sur le magnétisme animal. Paris, Dentu — la preparazione del magnetizzatore: raccoglimento, volontà, attenzione alla persona.
  13. Du Potet de Sennevoy, J. (1846). Manuel de l’étudiant magnétiseur. Paris, Baillière; Lafontaine, C. (1847). L’art de magnétiser. Paris, Baillière.
  14. Alfred-Edouard D’Hont, known as Donato (1845–1900); Erminio Di Pisa; Master Virgilio Torrizzano — la linea italiana della Fascinazione ipnotica.
  15. Gerrard-Barlow, L. Modern Day Mesmerism — sulla natura non verbale del magnetismo e del mesmerismo, e sulla scuola contemporanea diretta dal Dr. Marco Paret.

La presenza è quello che l’altra persona sente prima che voi abbiate parlato, e si costruisce: un punto di attenzione, uno specchio, una mano tenuta in coscienza, e poi lo stesso radicamento tenuto davanti a un altro essere umano. È il fondo su cui poggiano lo sguardo, i passi ed il tocco, lo strumento più originale della tradizione magnetica, imparato dal vivo, ed insegnato ancora oggi. Imparate la presenza magnetica ed i quattro strumenti dell’ipnosi non verbale nel training MESMERISMUS® del Prof. Dr. Marco Paret.

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