L’immobilità tonica è lo stato in cui un animale, trattenuto o capovolto sul dorso, smette di muoversi e resta rigido anche quando nessuno lo tiene più: è il fenomeno che da quasi quattro secoli si chiama «ipnosi animale». Gli esempi più noti sono la gallina capovolta che resta ferma come una statua, il coniglio rigido sulla schiena e lo squalo immobile tra le mani del subacqueo. Nella mappa con cui la Scuola del Prof. Dr. Marco Paret descrive l’ipnosi animale, l’immobilità tonica è il secondo di cinque stati e corrisponde a quella che nell’ipnosi si chiama catalessi forte, cioè la tensione totale del corpo. Il primo stato è il freezing, l’arresto vigile che corrisponde alla catalessi leggera; tutti e cinque sono descritti nella porta d’ingresso di questo sottosito.
Il nostro interesse per l’immobilità tonica nasce dal fatto che nei nostri corsi abbiamo visto che la catalessi delle persone, cioè una rigidità dei muscoli volontari che però non è gestita in modo volontario, e la cosiddetta «fascinazione di blocco», capace di bloccare una persona in un istante, hanno probabilmente un’origine neurologica comune. Negli animali e nell’uomo si osservano due catalessi: una debole, in cui ci si può ancora muovere ma si è estremamente attenti, ed una forte, con il blocco totale. Molte tensioni croniche delle persone, le stesse per cui vanno dal massaggiatore, sono catalessi trattenute, come quella dell’animale che non ha potuto fuggire. E c’è un mistero che ci interessa più di tutto: lo stesso corpo che si blocca per paura, nella fascinazione si ferma senza paura e con piacere. Che cosa cambia, dentro, tra una gallina capovolta e una persona affascinata invece da uno sguardo?
Che cosa si vede
Un animale in immobilità tonica ha il tronco e gli arti rigidi, gli occhi fissi e vitrei, e resta nella posizione in cui lo si mette, anche se è una posizione strana. Nei manuali di ipnosi questa proprietà si chiama flessibilità cerea, perché il corpo si lascia modellare come la cera e poi non si muove più. L’esempio classico è la gallina: la si prende con due mani, la si gira sul dorso e la si tiene ferma con una leggera pressione sul petto per una quindicina di secondi; quando le mani si staccano, la gallina resta immobile, a volte per pochi secondi, a volte per diversi minuti. In alcune specie il corpo invece si affloscia: negli alligatori capovolti gli studiosi hanno visto che il cuore si sposta e al cervello arriva meno sangue, e l’immobilità somiglia a uno svenimento (Young e colleghi, 2018).
L’immobilità tonica nasce quando due cose si sommano: l’animale è trattenuto e non può scappare, e ha paura. Gli studiosi lo hanno misurato sui polli: se prima di capovolgerli li si spaventa, l’immobilità dura più a lungo (Gallup e colleghi, 1970); se accanto c’è un compagno libero di muoversi, dura meno (Gallup, 1972).
Anche fuori dal laboratorio l’immobilità tonica si riconosce, e nei corsi della Scuola la raccontiamo con la storia di una cerva. Una notte una cerva era rimasta immobile in mezzo alla strada, davanti ai fari di un’auto, e non scappava. Un agente di polizia incaricato della sorveglianza si è avvicinato, ha potuto toccarla e l’ha portata di peso sul ciglio della strada. Da fuori la cerva sembrava calma; dentro, il suo corpo era al massimo dell’eccitazione, pronto alla fuga, ma nessun movimento partiva. È questo che caratterizza l’immobilità tonica: un’attivazione altissima e, nello stesso momento, un blocco totale.
Nell’immobilità tonica l’animale sente meno dolore, ed è uno dei motivi per cui la si paragona all’ipnosi. Lo hanno mostrato in un esperimento sui conigli gli studiosi della Texas A&M University guidati da J. A. Castiglioni (Castiglioni e colleghi, 2009). Prima i conigli hanno imparato un compito di attenzione. Poi hanno sentito più volte un suono, sempre seguito da uno stimolo doloroso sulla pelle: un gruppo in condizioni normali, un gruppo mentre era in immobilità tonica, un gruppo dopo un anestetico locale sulla zona stimolata. Alla fine i ricercatori hanno misurato per quanto tempo il solo suono interrompeva il compito, cioè quanto i conigli avevano legato il suono al dolore. I conigli normali si sono interrotti in media per 175 secondi, quelli anestetizzati per 16, quelli in immobilità tonica per 42: avevano registrato poco dolore, quasi come gli anestetizzati. Per questo gli autori propongono l’immobilità tonica come modello animale della riduzione del dolore che si ottiene con l’ipnosi.
La catalessi nella pratica della Scuola
La catalessi è lo stato in cui una parte del corpo, o il corpo intero, resta rigida e ferma nella posizione in cui si trova: nella persona è ciò che corrisponde all’immobilità tonica dell’animale. Nel video il Prof. Dr. Marco Paret mostra, passo per passo, come la si induce in una persona durante un corso.
Come si induce
Per indurre l’immobilità tonica in un animale si usano pochi modi, e sono gli stessi in tutte le epoche: capovolgerlo sul dorso e tenerlo fermo qualche secondo; contenerlo con una pressione dolce e uniforme sul corpo; coprirgli gli occhi; fissarlo negli occhi da vicino; ripetere un movimento lento e ritmico. Nel 1646 il gesuita Athanasius Kircher descrisse una gallina tenuta ferma davanti a una linea di gesso, che restava immobile anche dopo essere stata liberata, e pensò che l’animale credesse di essere ancora legato. Nel 1872 il fisiologo Johann Czermak mostrò che la linea di gesso non serve: secondo lui e secondo gli studi successivi contano il fatto che la gallina sia trattenuta e che guardi un punto fisso (Czermak, 1872).
Ogni specie cede a uno stimolo diverso, e il Prof. Dr. Paret lo ha imparato da ragazzo dal suo maestro Virgilio, che insegnava: la gallina cede all’occhio, il cane allo sguardo, i cuccioli ai passi magnetici. Le fonti scientifiche e pratiche lo confermano con molti altri esempi: la gallina e la lucertola rispondono al capovolgimento e allo sguardo, lo squalo al capovolgimento in acqua, il gatto alla presa sulla nuca, il cavallo alla pressione sul labbro, il falco al cappuccio sugli occhi, l’astice a una carezza ritmica sulla coda. Nella raccolta delle fonti la colonna «come viene indotta» riunisce tutte le varianti descritte.
Che cosa accade nel corpo
Durante l’immobilità tonica l’animale smette di muoversi ma non dorme: respira, a volte rallenta il battito del cuore, sente meno il dolore e, appena il pericolo passa, riparte di scatto. Scientificamente si direbbe che lo stato è governato dal tronco encefalico, la parte più antica del cervello, e in particolare dalla sostanza grigia periacqueduttale, un centro profondo che coordina le difese e regola il dolore. Gli esperimenti sulle cavie mostrano che in questo centro agiscono gli stessi sistemi chimici che attenuano il dolore: quello colinergico, quello oppioide (la famiglia della morfina) e quello del GABA (Monassi e colleghi, 1999); negli esperimenti sui polli partecipa anche la serotonina (Hicks e colleghi, 1975).
La Scuola legge l’immobilità tonica con la teoria polivagale dello studioso statunitense Stephen Porges, una teoria discussa tra gli scienziati ma molto utile nella pratica. Secondo Porges l’immobilità tonica è la risposta del ramo dorsale del nervo vago, il più antico: quando l’animale non può né lottare né fuggire, il sistema nervoso lo ferma. Per l’ipnosi non verbale il punto interessante è che questa risposta non passa dal pensiero e dalle parole: è una reazione del corpo, che parte da sola.
Paura o quiete? Due immobilità che si somigliano
L’immobilità tonica dell’animale capovolto è una risposta di paura, non di rilassamento, come mostrano diversi studi. Nei conigli messi «in trance» sul dorso un gruppo di ricercatori inglesi ha trovato segni fisiologici e di comportamento tipici della paura (McBride e colleghi, 2006); negli squali tenuti a lungo immobili il sangue mostra segni di stress (Brooks e colleghi); la presa sulla nuca del gatto è oggi discussa dagli stessi veterinari (Moody e colleghi, 2019). Per questo associazioni per il benessere animale come la britannica RWAF chiedono di non mettere in trance i conigli per divertimento.
La fascinazione che insegna la Scuola è un’immobilità diversa, perché nasce dentro una relazione sicura e non dal pericolo. Nell’immobilità tonica il corpo si blocca perché l’animale si sente in trappola; nella fascinazione il corpo si ferma, ma senza paura. Scientificamente, nella lettura polivagale, si direbbe che la risposta dorsale, la più antica, si attiva insieme a quella ventrale, che porta sicurezza e contatto.
Le osservazioni della Scuola
Le osservazioni che seguono vengono dai corsi della Scuola del Prof. Dr. Marco Paret (ISI-CNV), dove la catalessi si mostra prima sugli animali, con i filmati, e poi si fa in aula sulle persone. Per ciascuna c’è il video e il minuto in cui se ne parla.
- OSS-02 · La gallina si guarda in un occhio, di lato. La gallina cede quando la si guarda in un solo occhio, di lato e non di fronte, di preferenza il sinistro; il gallo è più reattivo e più difficile da fermare (video: Congresso online di ipnosi rapida, regressiva e fascinativa, giorno 1 (2025), dal minuto 57:59).
- OSS-05 · Due catalessi, negli animali e nell'uomo. Negli animali si osservano due catalessi: una debole, con tensione, in cui ci si può ancora muovere, e una forte, con blocco totale. Le stesse due si ritrovano nell'uomo, nella paura e nella trance (video: Corso di ipnosi regressiva: i segni di accesso all'inconscio (dicembre 2017), dal minuto 5:34).
- OSS-06 · Tutti gli animali hanno una tendenza catalettica. Dopo una catalessi totale fatta in aula su un allievo, la Scuola mostra filmati di animali e osserva che tutti tendono alla catalessi, e che la posizione sulla schiena favorisce la trance negli animali come nelle persone (video: Corso: la catalessi (agosto 2017), dal minuto 10:38).
- OSS-07 · Una rigidità che nessuno ha suggerito. Con il solo sguardo, senza una parola, nella persona nasce una rigidità spontanea, uguale alla catalessi degli animali. Lo si vede nei video in cui un allievo induce la catalessi con lo sguardo e nelle dimostrazioni con i passi magnetici (video: Corso di ipnosi regressiva: i segni di accesso all'inconscio (dicembre 2017), dal minuto 22:11).
- OSS-08 · Molte tensioni croniche sono catalessi trattenute. Il «blocco» di cui le persone parlano è spesso una catalessi trattenuta, come quella dell'animale. Risalire alla sua sorgente permette di scioglierla (video: Corso di ipnosi regressiva: spiegazione (dicembre 2017), dal minuto 36:12).
- OSS-17 · Ogni animale ha il suo punto debole. Riprendendo lo studioso ungherese Ferenc Völgyesi, che negli anni Trenta scrisse un libro sull’ipnosi dell’uomo e degli animali, la Scuola osserva che ogni animale cede a uno stimolo diverso: il serpente allo sguardo e alla luce, altri ai passi magnetici (video: Corso: la catalessi (agosto 2017), dal minuto 14:20).
Dall’animale all’uomo
Anche l’uomo conosce l’immobilità tonica: molte persone che hanno subito un’aggressione raccontano di essere rimaste paralizzate, coscienti ma incapaci di muoversi. Gli studiosi la considerano la stessa difesa antica che si vede negli animali (Marx e colleghi, 2008); in uno studio svedese su quasi trecento donne visitate in un centro di emergenza dopo una violenza sessuale, il 70% ha riferito questa paralisi (Möller e colleghi, 2017). Sullo stesso legame tra animale e uomo lo psicologo statunitense Peter Levine ha costruito il suo metodo di lavoro sul trauma, e la Scuola condivide questa idea.
L’ipnosi fatta con le parole e l’ipnosi animale sono vicine ma non identiche, e la differenza sta in chi decide. Nell’ipnosi verbale la persona segue la suggestione: immagina e partecipa. Nell’ipnosi animale il corpo reagisce da solo, senza una decisione cosciente, e il sistema nervoso cambia stato. I magnetizzatori dell’Ottocento ottenevano trance profonde, una sensibilità estrema e soggetti che trovavano da soli la propria soluzione: la nostra ipotesi è che la loro ipnosi fosse più vicina a quella animale, non verbale, e toccasse circuiti più antichi del sistema nervoso. È ciò che osserviamo nelle nostre pratiche, ed è la via del Mesmerismus® e della crisi mesmerica.
Riferimenti e citazione
Questa pagina. Scuola del Prof. Dr. Marco Paret (ISI-CNV), «Immobilità tonica: la catalessi forte dell’ipnosi animale», marcoparet.com/immobilita-tonica-catalessi/, 2026.
Una singola osservazione. Ogni osservazione ha un numero e un indirizzo proprio nella raccolta delle fonti. Per esempio: Scuola del Prof. Dr. Marco Paret (ISI-CNV), osservazione OSS-03, «La scimmia non è suggestionabile, eppure entra in trance», marcoparet.com/ipnosi-animale-fonti/#oss-03.