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Vuoto mentale: il vero segreto per svuotare la mente e rigenerarsi (Mesmerismus®)

Il nome vuoto mentale indica lo stato in cui il flusso dei pensieri si ferma e la mente resta presente, riposata e pronta. È un momento di quiete in cui il dialogo interiore rallenta e l’attenzione torna pienamente all’esperienza presente. Chi non lo ha desiderato almeno una volta? Il vuoto mentale alleggerisce il sovraccarico, rigenera le energie e restituisce lucidità: ha vari scopi — riposare, rigenerare, decidere meglio. È una realtà testimoniata da chi pratica e che ha ragioni fisiologiche. Nella nostra disciplina, il Mesmerismus® del Prof. Dr. Marco Paret, il vuoto mentale si apprende dal maestro con una via precisa e potente, che passa dal corpo: la via che il libro Mesmerismus© chiama, con l’antico linguaggio della tradizione, «il Nero».

E c’è una notizia che sorprende chi arriva a questa pagina cercando di «spegnere il cervello»: la difficoltà che avete incontrato è normale, ed è descritta con precisione. Ecco cosa scrive il Prof. Dr. Paret:

«Come si fa a pensare a nulla? È estremamente difficile. Noi abbiamo, all’infuori dei nostri pensieri coscienti, un pensiero continuo, incosciente, una preoccupazione che accompagna come un’orchestra in sordina la nostra attività.» — Prof. Dr. Marco Paret, Mesmerismus[1]

L’orchestra in sordina: chi pensa troppo la conosce bene. E qui sta la buona notizia: quella che è estremamente difficile per il pensiero è facile per il corpo. È il segreto di questa pagina, e lo vediamo passo per passo.

Il vuoto mentale nella vita di ogni giorno

Momenti di vuoto mentale vi capitano già. Durante una passeggiata, quando lo sguardo si posa lontano e per qualche istante il commento interno tace. Sotto la doccia, quando l’acqua calda prende tutta l’attenzione e i problemi restano fuori. Davanti a un tramonto, quando si guarda e basta. Sono attimi in cui vi sentite riposati come dopo un sonno breve: il corpo li produce da solo, ed infatti tutti li conoscono. Ciò che quasi nessuno sa è che questi attimi si possono produrre a volontà, allungare e portare dentro la giornata — nelle decisioni, nelle conversazioni, prima di dormire. È esattamente il sapere che la nostra Scuola custodisce e insegna. Ma che cosa è, davvero, quello stato? Entriamo.

Che cosa significa entrare nel vuoto mentale

Entrare nel vuoto mentale significa passare dallo stato in cui i pensieri portano voi allo stato in cui voi restate presenti mentre i pensieri si posano. Il vuoto è pieno: pieno di sensazioni, di presenza, di energia che si ricompatta. Il libro lo definisce con la dignità della tradizione: è «la coscienza del vuoto, dello stato di zero, di quella che Platone chiamava l’idea delle idee»[1] — e già gli yogin lo cercavano con tecniche precise degli occhi, perché, scrive il Prof. Dr. Paret nel suo libro sulla fascinazione, «con la concentrazione oculare lo yogin non solo elimina la visione di oggetti esterni, ma vuota anche i suoi pensieri»[2]. Il vuoto mentale è dunque uno stato fisiologico del corpo, cioè un qualcosa che si sente dentro: quiete vigile, occhi morbidi, respiro lungo, diminuzione dei meccanismi inconsci di difesa. Chi teme che «vuoto» significhi assenza scopre il contrario: si è più presenti, più svegli e più capaci di ascoltare.

Come il Mesmerismus® sviluppa presenza e quiete

Nella nostra disciplina il vuoto mentale è una capacità che si costruisce, con un percorso che il libro chiama «il Nero – il vuoto mentale»[1]. Il principio viene prima della tecnica. Ecco cosa scrive il Prof. Dr. Paret:

«La base della concentrazione è la “coerenza” dei pensieri. Nulla deve essere disperso. Bisogna quindi saper evitare i pensieri inutili. Perché i pensieri sono cose, e la loro emissione è accompagnata da una emissione di forza.» — Prof. Dr. Marco Paret, Mesmerismus[1]

I pensieri inutili disperdono forza: il vuoto mentale la raccoglie. Per questo nella nostra via il vuoto non è un lusso da meditatori, è la pratica con cui l’esperto di Mesmerismus® ricarica la propria energia vitale e prepara la propria presenza magnetica. La meta indicata dal libro è concreta: raggiungere «tale stato di assenza di pensieri anche durante la vita di tutti i giorni, centrando al contempo la nostra attenzione all’altezza del cuore»[1] — il vuoto portato nel mondo, ad occhi aperti, mentre si lavora e si parla. Come dice il Prof. Dr. Paret, «partite da voi. Le tecniche funzionano, ma fino a un certo punto se praticate senz’anima. Diventano inarrestabili se voi lavorate su voi stessi».

Il passaggio dallo sforzo mentale alla percezione corporea

Qui sta il vero segreto, ed è il punto in cui la nostra via si distingue da tutto ciò che avete già letto. I consigli comuni restano sul piano mentale: distraiti, non combattere i pensieri, accettali. Sono consigli giusti, e arrivano a metà strada, perché chiedono alla mente di fermare la mente — come chiedere all’orchestra di suonare il silenzio. La via del Mesmerismus® cambia strumento: passa al corpo. Gli occhi, prima di tutto: la tradizione dei fascinatori sa da secoli che una precisa convergenza dello sguardo svuota i pensieri — nella fascinazione, scrive il libro, «il soggetto entra in uno stato di vuoto dove può avvenire un riequilibrio automatico e si possono sganciare i pensieri limitanti»[2]. Poi il peso, il respiro, il centro all’altezza del cuore. Quando il corpo entra nella configurazione giusta, il vuoto arriva da solo, naturalmente: la mente si accoda al corpo. È il passaggio dallo sforzo alla percezione: si smette di provare a non pensare e si comincia a sentire.

I vantaggi della quiete per energia, lucidità e relazione

Con il vuoto mentale a disposizione, l’impossibile diventa possibile nelle situazioni che contano. È possibile addormentarsi in pochi minuti, perché l’orchestra in sordina ha il suo interruttore. È possibile arrivare a una decisione difficile con la mente sgombra e vederla con una chiarezza che il rimuginio impediva. È possibile ascoltare una persona cara senza il commento interno, e sentirla dire «oggi mi hai ascoltato davvero». Ed esistono gli effetti che stupiscono: se sviluppate a fondo questa capacità, potete entrare nel vuoto in mezzo a una riunione agitata e restare il punto fermo della stanza; può capitare che un’intuizione giusta arrivi intera, in un lampo, proprio nell’istante di silenzio — i grandi decisori conoscono questo fenomeno; e nella pratica avanzata il vuoto è la porta della fascinazione e degli stati di coscienza superiori. Sono nel range delle possibilità di chi pratica, e quando capitano non si dimenticano. Troviamo questa capacità, in forme diverse, in tutte le persone di successo: la quiete a comando è un vantaggio che si nota.

Attenzione, respiro e sistema nervoso

Perché la via del corpo funziona dove lo sforzo fallisce? La scienza offre chiavi eleganti. Il chiacchiericcio interno corrisponde all’attività della rete cerebrale di default, che si accende quando la mente vaga; nei praticanti esperti di attenzione questa rete si placa — è un fatto misurato[3]. L’attenzione ancorata a un punto o al corpo occupa i circuiti che altrimenti rimuginano[4]; il respiro lento sposta il sistema nervoso verso la calma regolata — una meta-analisi di 223 studi documenta l’aumento della variabilità cardiaca vagalmente mediata[5] —; e l’attenzione alle sensazioni interne, l’interocezione, è la porta corporea della consapevolezza[6]. Chi dice che «svuotare la mente è impossibile perché il cervello non riposa mai» descrive la rete di default al lavoro: è vero per chi resta nel pensiero, e cambia per chi passa al corpo. Le letture scientifiche restano parziali ma utili, e la pratica eccede la teoria come risultati.

Una pratica essenziale per avvicinarsi alla quiete

Stasera, seduti, spalle sciolte. Scegliete un punto davanti a voi, poco sotto l’altezza degli occhi. Sguardo morbido sul punto, senza sforzare, e lasciate che la visione laterale si apra: vedete il punto e, insieme, tutta la stanza. Tre respiri lenti, sentendo il peso del corpo sulla sedia. Poi portate l’attenzione all’altezza del cuore, come indica il libro, e restate: un minuto. Quando un pensiero arriva, il corpo resta dov’è, e il pensiero passa. Il criterio osservabile arriva da subito: a un certo punto vi accorgete che per qualche secondo non c’era commento — ve ne accorgete dopo, ed è il segno giusto. Con la pratica i secondi diventano minuti, e il minuto della sera diventa uno strumento del giorno.

Dal primo momento di silenzio alla formazione nel Mesmerismus®

Il primo momento di silenzio è la soglia; oltre, c’è un sapere strutturato da apprendere. Nei nostri seminari il vuoto mentale si costruisce in laboratorio, con esercizi a due e con il lavoro di gruppo, da maestro ad allievo: è la maniera migliore di imparare, perché la quiete si calibra davanti a una persona vera — ed è come il nuoto: ci sono molti livelli, dall’entrare in piscina al nuotare bene. Tutto ciò che insegniamo ha una ragione precisa: la convergenza dello sguardo, il Nero, l’attenzione al cuore, e poi i livelli superiori — il vuoto come porta della fascinazione, della trance profonda e del risveglio delle capacità latenti. Chi ha già assaggiato la quiete la porta a un livello superiore; chi parte dal rimuginio trova il proprio livello di accesso dal primo giorno. Questa è la nostra forza, ed è il nostro manifesto: una tradizione e un lignaggio, connessi alle più moderne neuroscienze, senza rinnegare nulla — e con l’impegno di studiarli ancora più a fondo. Il percorso completo è nella pagina sulla formazione in Mesmerismus®.

Domande frequenti

Ma non dicono che svuotare la mente è impossibile?

È estremamente difficile per la via mentale, come scrive lo stesso Prof. Dr. Paret: la mente che cerca di fermare la mente si agita di più. La via del corpo — occhi, peso, respiro, cuore — produce il vuoto naturalmente, e chiunque può constatarlo con la pratica essenziale di questa pagina.

Il vuoto mentale è come la meditazione?

La meditazione è una delle strade verso la quiete; la nostra via ha metodi propri — la convergenza dello sguardo dei fascinatori, il Nero, l’attenzione al cuore — con modalità complementari ma diverse, e con un orientamento in più: il vuoto come base del magnetismo personale e della relazione.

Serve molto tempo ogni giorno?

Un minuto alla sera per cominciare: i primi secondi di silenzio arrivano da subito. Poi il vuoto si porta dentro la giornata, ad occhi aperti, nelle situazioni reali.

A che cosa serve, in pratica?

A riposare la mente, rigenerare l’energia, decidere con chiarezza, ascoltare davvero — e, per chi va oltre, ad aprire la porta della fascinazione e degli stati profondi.

Ambito e limiti

Il vuoto mentale, nel Mesmerismus®, è una pratica di quiete, benessere, lucidità e crescita personale, che la nostra Scuola insegna nella sua forma tradizionale e nella rilettura moderna del Prof. Dr. Paret.

Note e riferimenti

[1] Paret, M., Mesmerismus© — il capitolo «Il Nero – Il vuoto mentale»: la coerenza dei pensieri, l’orchestra in sordina, l’attenzione all’altezza del cuore, lo stato di zero e l’idea delle idee di Platone; Paret, M. (2007). Chiavi e Simboli del Mesmerismus. NLP International Ltd, ISBN 978-99931-5-004-6.
[2] Paret, M., Ipnosi istantanea e fascinazione — la concentrazione oculare che vuota i pensieri e lo stato di vuoto della fascinazione, «dove può avvenire un riequilibrio automatico e si possono sganciare i pensieri limitanti».
[3] Brewer, J. A. et al. (2011). «Meditation experience is associated with differences in default mode network activity». PNAS, 108(50), 20254–20259.
[4] Lutz, A., Slagter, H. A., Dunne, J. D. & Davidson, R. J. (2008). «Attention regulation and monitoring in meditation». Trends in Cognitive Sciences, 12(4), 163–169; Posner, M. I. & Petersen, S. E. (1990). «The attention system of the human brain». Annual Review of Neuroscience, 13, 25–42.
[5] Laborde, S. et al. (2022). «Effects of voluntary slow breathing on heart rate and heart rate variability». Neuroscience & Biobehavioral Reviews, 138, 104711 — meta-analisi di 223 studi; Zaccaro, A. et al. (2018). «How breath-control can change your life». Frontiers in Human Neuroscience, 12, 353.
[6] Craig, A. D. (2009). «How do you feel — now? The anterior insula and human awareness». Nature Reviews Neuroscience, 10(1), 59–70; Farb, N. et al. (2013) — attenzione interocettiva e regolazione emotiva.

Le chiavi scientifiche restano letture parziali ma utili: la pratica eccede la teoria come risultati. Per la parte scientifica del rapport: I segreti del rapport.

Se la vostra mente non trova mai il tasto pausa, sappiate che il tasto esiste, ed è nel corpo. Partite da voi: il minuto del punto e del cuore potete farlo stasera. Il resto lo scoprirete in aula.

P.S. — Cominciate dal gesto più semplice: un punto davanti a voi, tre respiri, l’attenzione al cuore, un minuto, stasera. È la porta del Nero, ed è da lì che ogni esperto di Mesmerismus® è passato.

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