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Volontà magnetica: il vero segreto per rinforzare la volontà (Mesmerismus®)

Il nome volontà magnetica indica la capacità di dare una direzione unitaria a pensiero, attenzione e corpo, così che una decisione acquisti presenza e continuità. La volontà è una facoltà umana universale e fondamentale: ogni cultura l’ha coltivata — dalla disciplina degli stoici alla via del guerriero in Oriente — con linguaggi differenti, ed ogni vita ne ha bisogno ogni giorno. Chi, davanti ai propri buoni propositi che si sciolgono in pochi giorni, non ha desiderato una volontà più solida e concreta? È qui che la volontà magnetica rivela tutta la sua pratica importanza. La neurologia la collega alla capacità del cervello di tenere la rotta — il timone che non molla la barra! — e la descrive in termini tecnici come attenzione esecutiva, la funzione che mantiene l’obiettivo attivo e filtra le distrazioni[4]. Nella nostra disciplina, il Mesmerismus® del Prof. Dr. Marco Paret, la volontà si apprende dal maestro con una via precisa e potente che passa dagli occhi e dal corpo. È una realtà esperienziale concretamente testimoniata da chi pratica e alla quale oggi possiamo collegare anche precise ragioni fisiologiche.

E la tradizione la descrive con due immagini essenziali e cariche di significato: il ferro e l’acciaio. Ecco cosa scrive il Prof. Dr. Paret nel suo libro Mesmerismus©:

«Volontà significa volere di azione, di manifestazione. È simboleggiata dal “ferro” e, quando stabilizzata, dall'”acciaio”.» — Prof. Dr. Marco Paret, Mesmerismus[1]

Il ferro è la volontà di un giorno, quella dei propositi; l’acciaio è la volontà temprata, quella che resta. Come si passa dal ferro all’acciaio? È il segreto di questa pagina: e vi anticipiamo solo che la tempra passa dal corpo, prima che dai propositi.

La volontà magnetica nella vita quotidiana

Momenti di volontà magnetica vi capitano già. Quando spegnete la sveglia e vi alzate subito, prima che il dialogo interno cominci a negoziare. Quando in una conversazione difficile mantenete la calma e il punto, e l’altro ammorbidisce il tono. Quando lavorate un’ora piena su una cosa sola e il tempo sparisce. Sono momenti in cui pensiero, corpo e azione vanno nella stessa direzione, ed infatti li riconoscete dalla sensazione: compattezza, chiarezza, assenza di attrito interno. Ciò che quasi nessuno sa è che questa compattezza si può produrre a volontà, rinforzare con esercizi precisi e portare nelle situazioni che contano. È esattamente il sapere che la nostra Scuola custodisce e insegna. Ma da dove nasce, davvero, questa forza? Entriamo.

Ciò che la Scuola sviluppa attraverso il Mesmerismus®

Il segreto è che la volontà magnetica è unificazione, prima che sforzo. I consigli comuni — disciplina, abitudini, motivazione — restano sul piano mentale: chiedono alla mente di comandare una mente divisa, ed è per questo che i propositi si sciolgono. Se avete provato e non ha retto, avete incontrato esattamente il problema fondamentale. Ecco cosa scrive il libro:

«Il pensiero deve essere coerente con la volontà e, fisiologicamente, esprimersi in maniera coerente sia a livello del sistema cerebro-spinale volontario che del sistema simpatico, dove spesso trovano espressione le nostre pulsioni inconsce. In poche parole, tutto l’organismo deve agire coordinatamente. Le parole chiave sono Unificazione, o Coerenza.» — Prof. Dr. Marco Paret, Mesmerismus[1]

Detto con la doppia frase: la volontà vera è tutto l’organismo che vuole la stessa cosa — in termini tecnici, coerenza tra sistema volontario e sistema autonomo. Quando c’è questa coerenza, la volontà smette di essere fatica e diventa naturalezza: non state più vincendo una resistenza, state andando dove tutto voi già va. Per questo nella nostra via la volontà si rinforza dal corpo: dagli occhi, dal respiro, dal centro. Come dice il Prof. Dr. Paret, «partite da voi. Le tecniche funzionano, ma fino a un certo punto se praticate senz’anima. Diventano inarrestabili se voi lavorate su voi stessi».

I pilastri di una volontà stabile e presente

Gli occhi. È il pilastro che sorprende: la tradizione dei magnetizzatori rinforza la volontà partendo dallo sguardo. L’osservazione del punto è, nelle parole del Prof. Dr. Paret, «un esercizio per rafforzare gli occhi e rinforzare la volontà»[2]: uno sguardo che regge senza battere ciglio è una volontà che regge senza vacillare, e il collegamento è reale nei due sensi. Il centro. Il simbolo che usiamo nei seminari, il punto nel cerchio, culmina proprio qui: CENTRO, CALMA, CONCENTRAZIONE, OBIETTIVO, VOLONTÀ — «ogni nostra azione deve essere mirata». La volontà stabile parte da un corpo centrato: piedi, peso, il centro sotto lo sterno. La coerenza dei pensieri. «Nulla deve essere disperso», insegna il libro: i pensieri inutili disperdono forza, e il vuoto mentale è il modo con cui l’esperto di Mesmerismus® raccoglie l’energia prima di dirigerla. L’obiettivo. La volontà magnetica è sempre mirata: un bersaglio alla volta, tenuto con lo sguardo interno, finché l’azione è compiuta.

Un esercizio di focalizzazione magnetica

Stasera, davanti allo specchio. La tradizione lo prescrive con semplicità: «esercitatevi a stare davanti a uno specchio senza battere le palpebre… Questo esercita la volontà»[2]. Fissate il punto tra i vostri occhi, sguardo fermo e morbido, respiro lento: cominciate con trenta secondi e crescete ogni sera. Poi trasferite: domattina, una sola piccola decisione — alzarvi al primo suono della sveglia — presa la sera prima davanti allo specchio, con lo sguardo fermo, dicendola una volta sola. Il criterio osservabile arriva da subito: lo sguardo regge più a lungo giorno dopo giorno, e la piccola decisione del mattino si esegue da sola, senza negoziato interno. È il ferro che comincia a diventare acciaio: aggiungete una piccola decisione alla settimana, e in un mese la differenza si vede da fuori.

Vantaggi personali e applicazioni professionali

Con la volontà magnetica l’impossibile diventa possibile nelle situazioni che contano. È possibile portare a termine ciò che si comincia, e sentire la fiducia in sé crescere a ogni promessa mantenuta con sé stessi. È possibile resistere con naturalezza a ciò che prima trascinava — il telefono, il rinvio, la tentazione — perché l’organismo unificato ha meno crepe da cui farsi prendere. Nel lavoro, chi ha volontà magnetica viene percepito: le sue parole hanno un peso diverso, le sue scadenze si rispettano, il suo esempio ordina il gruppo. E vi sono gli effetti che stupiscono, riportati dai libri di magnetismo: la tradizione descrive l’uomo magnetico la cui «volontà agisce a distanza» — «lontano da lui ci si sente portati a piacergli», si adottano le sue vedute «senza ben sapere perché»[2] — e il libro sulla fascinazione documenta come lo sguardo allenato diminuisca la forza del giudizio e la volontà di chi lo riceve[3]. Sono nel range delle possibilità di chi pratica, e quando capitano non si dimenticano. Troviamo questa qualità in tutte le persone di successo: la volontà che si vede è la punta della coerenza che si è costruita dentro.

Corpo, attenzione e fisiologia della volontà

Perché la via del corpo rinforza la volontà dove i propositi falliscono? La scienza offre chiavi eleganti. La capacità di tenere la rotta corrisponde all’attenzione esecutiva, la funzione dei circuiti prefrontali che mantiene l’obiettivo e inibisce le distrazioni[4] — ed è una funzione che si allena, come mostra la ricerca sulle pratiche di attenzione[5]. La capacità di autoregolarsi ha inoltre un correlato corporeo misurabile: la variabilità cardiaca, indice della flessibilità del sistema nervoso autonomo, è associata alla forza di autoregolazione[6], e la respirazione lenta la aumenta — meta-analisi di 223 studi[7]. È la conferma moderna dell’Unificazione del libro: la volontà stabile è un organismo coerente, e il corpo è la leva con cui la si costruisce. Le letture scientifiche restano parziali ma utili, e la pratica eccede la teoria come risultati.

Radici storiche e conferme comparative

Ed è vero: la volontà come forza reale è un insegnamento antico della nostra tradizione occidentale. I magnetizzatori ne fecero il primo requisito dell’operatore — senza volontà ferma, nessun fluido si dirige — e la simbologia ermetica la lesse nel ferro e nell’acciaio, fino allo «stato dell’acciaio, della volontà vera»[2]. Le vie orientali coltivano qualità comparabili con altri linguaggi, e la nostra via occidentale si caratterizza per l’orientamento all’azione: volere è manifestare. In Italia la linea magnetica è passata per Donato, Erminio Di Pisa e Virgilio Torrizzano, e da loro è arrivata al Prof. Dr. Paret, che l’ha aggiornata al mondo moderno con il Mesmerismus®: ogni insegnante certificato di Mesmerismus® nel mondo deriva da questa genealogia, che il Prof. Dr. Paret custodisce e trasmette. E la meta ultima ha la dignità dei classici: «La nostra volontà è allora la volontà della Natura»[2] — il livello sommo in cui volere e fluire coincidono.

Allenare la forza di volontà nel percorso della Scuola

Nei nostri seminari la volontà magnetica si costruisce in laboratorio, con esercizi a due e con il lavoro di gruppo, da maestro ad allievo: è la maniera migliore di imparare, perché la volontà si tempra davanti a una persona vera — ed è come il nuoto: ci sono molti livelli, dall’entrare in piscina al nuotare bene. Tutto ciò che insegniamo ha una ragione precisa: l’osservazione del punto, il lavoro dello sguardo fino alla fascinazione, il vuoto mentale che raccoglie l’energia, il centro che la dirige, e i tre sistemi per accelerare il magnetismo. Chi ha già una volontà forte la porta allo stato dell’acciaio; chi parte dai propositi che si sciolgono trova il proprio livello di accesso dal primo giorno. Questa è la nostra forza, ed è il nostro manifesto: una tradizione e un lignaggio, connessi alle più moderne neuroscienze, senza rinnegare nulla — e con l’impegno di studiarli ancora più a fondo. Il percorso completo è nella pagina sulla formazione in Mesmerismus®; la volontà si nutre dell’energia vitale e della presenza magnetica.

Domande frequenti

La volontà non è questione di carattere?

Il carattere dà il punto di partenza; la coerenza si costruisce. La via del Mesmerismus® rinforza la volontà dal corpo e dagli occhi, e chiunque può constatare i progressi con il criterio osservabile: lo sguardo che regge, le piccole decisioni che si eseguono da sole.

Che differenza c’è con la disciplina e le abitudini?

Disciplina e abitudini organizzano il comportamento, e sono utili; la volontà magnetica unifica l’organismo, così che il comportamento giusto nasca con meno attrito. Le due cose si sommano: con l’Unificazione, le abitudini si installano prima.

Serve una dote particolare?

Più che una dote, la costanza dei piccoli esercizi: lo specchio, il punto, il respiro. La volontà è come un muscolo che tutti hanno; la nostra via lo allena dal lato giusto.

Quanto tempo ci vuole?

I primi segni arrivano in pochi giorni: lo sguardo più fermo, la voce più decisa, una piccola promessa mantenuta. Lo stato dell’acciaio si costruisce in aula e con la pratica quotidiana.

Ambito e limiti

La volontà magnetica, nel Mesmerismus®, è una via di autodominio, azione, benessere e crescita personale, che la nostra Scuola insegna nella sua forma tradizionale e nella rilettura moderna del Prof. Dr. Paret, sempre nel rispetto della libertà di ciascuno.

Note e riferimenti

[1] Paret, M., Mesmerismus© — la volontà come volere di azione, il ferro e l’acciaio, l’Unificazione e la coerenza dell’organismo.
[2] Paret, M. (2007). Chiavi e Simboli del Mesmerismus. NLP International Ltd, ISBN 978-99931-5-004-6 — l’esercizio dello specchio, l’osservazione del punto, lo stato dell’acciaio, il ritratto dell’uomo magnetico la cui volontà agisce a distanza, «la nostra volontà è allora la volontà della Natura».
[3] Paret, M., Ipnosi istantanea e fascinazione — lo sguardo e la diminuzione di giudizio e volontà nel soggetto.
[4] Posner, M. I. & Petersen, S. E. (1990). «The attention system of the human brain». Annual Review of Neuroscience, 13, 25–42 — l’attenzione esecutiva.
[5] Lutz, A., Slagter, H. A., Dunne, J. D. & Davidson, R. J. (2008). «Attention regulation and monitoring in meditation». Trends in Cognitive Sciences, 12(4), 163–169.
[6] Segerstrom, S. C. & Nes, L. S. (2007). «Heart rate variability reflects self-regulatory strength, effort, and fatigue». Psychological Science, 18(3), 275–281.
[7] Laborde, S. et al. (2022). «Effects of voluntary slow breathing on heart rate and heart rate variability». Neuroscience & Biobehavioral Reviews, 138, 104711 — meta-analisi di 223 studi.

Le chiavi scientifiche restano letture parziali ma utili: la pratica eccede la teoria come risultati. Per la parte scientifica del rapport: I segreti del rapport.

Se i vostri propositi si sono sempre sciolti in pochi giorni, sappiate che il problema era lo strumento: la volontà si tempra dal corpo. Partite da voi: il minuto allo specchio potete farlo stasera. Il resto lo scoprirete in aula.

P.S. — Cominciate dal gesto più piccolo: trenta secondi allo specchio senza battere le palpebre, stasera, e una sola piccola decisione per domattina. È così che il ferro comincia a diventare acciaio.

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