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Il fluido e le mani: che cosa si sente davvero — la risposta del Prof. Dr. Paret

Il fluido e le mani: che cosa si sente davvero — la risposta del Prof. Dr. Paret

Che cosa si prova, esattamente, quando le mani di un operatore esperto si avvicinano al corpo senza toccarlo? Una domanda che apre la porta a una delle esperienze più fraintese e, al tempo stesso, più concrete della tradizione magnetica. Il Prof. Dr. Paret, da oltre trent’anni, insegna una via che parte da un presupposto radicale: ciò che si sente è reale, ed è il punto di partenza di tutto.

Prima di qualsiasi spiegazione, il Prof. Dr. Paret propone un esperimento semplice, che chiunque può fare in questo momento. “Indicate il centro del palmo — il punto che i taoisti chiamano laogong — con il dito indice dell’altra mano, molto vicino. Potete avere una piccola sensazione sul palmo, o sulla punta del dito. Se ancora niente, avvicinate finché sentite il calore del dito; poi allontanatevi: vi renderete conto che il momento in cui il calore del dito finisce sfugge — e in quello spazio, in realtà, sentite.” Nessuna formula, nessuna preparazione: solo attenzione e percezione. Il lettore che prova, in pochi secondi, ha già verificato la prima tesi della scuola.

Che cosa si sente davvero

Il Prof. Dr. Paret è categorico su un punto: “Il concetto va visto fisiologicamente. La sensazione ha una base sensoriale e può essere spiegata neurologicamente. Se andiamo fuori da quello che sentiamo, andiamo sul niente: partiamo da quello che si sente. Pensiamola come realtà soggettiva — e scopriremo con sorpresa che anche il soggetto la sente.”

Per questo, nella sua scuola, la parola viene usata con precisione: “Io non utilizzo mai la parola fluido da sola: dico cosiddetto fluido, dico che alcuni lo chiamano in questa maniera, perché su questo molti critici si sono mossi. Se diciamo che il fluido esiste da un punto di vista soggettivo, allora esiste — ma questo non significa doverlo misurare.”

Pochi lo sanno: la sensazione che si prova ha un correlato fisiologico preciso. “Il parasimpatico attivato produce delle sensazioni”, spiega il Prof. Dr. Paret. Quando si sente un formicolio, un calore, una corrente, si sta percependo l’attivazione del sistema nervoso parasimpatico, il ramo del sistema nervoso che ripara e rigenera. È fisiologia in azione.

Una causa diversamente nominata

La tradizione ha chiamato questa esperienza in molti modi. Il fondo storico della Biblioteca della scuola conserva un trattato ottocentesco sul magnetismo che recita:

“L’âme, esprit subtil, émanation, fluide universel, fluide vital, fluide nerveux, fluide magnétique: cause unique, diversement nommée, provenant de l’homme, produite, émise et dirigée par sa volonté.”
— Anima, spirito sottile, emanazione, fluido universale, fluido vitale, fluido nervoso, fluido magnetico: causa unica, diversamente nominata, che proviene dall’uomo, prodotta, emessa e diretta dalla sua volontà.

Il Prof. Dr. Paret fa propria questa visione, aggiornandola: “Il fluido, come diceva il barone du Potet, è energia vitale. Quando sentite l’energia — ecco, l’energia vitale. Tutti la sentono: quel pizzico di energia. Sentire qualcosa è già l’inizio.”

Oltre la suggestione: gli animali

Una delle obiezioni più comuni è che tutto sia frutto di suggestione. Il Prof. Dr. Paret risponde con un argomento che sposta il piano: “Anche gli animali sentono queste cose. Significa che è qualcosa che va al di là della suggestione, perché l’animale è poco suggestionabile. Esistono anche guaritori di animali: tanti casi di guarigioni di animali sono riportati anche nei miei libri.”

Se un cavallo, un cane o un gatto risponde al contatto senza parole, la spiegazione puramente psicologica mostra i suoi limiti. La connessione che si stabilisce è di un altro ordine, più profondo e più antico.

I punti del corpo come esempi

La scuola lavora su punti specifici del corpo, che il Prof. Dr. Paret definisce “esempi” più che dogmi. Il plesso solare è centrale: “Immagina una palla che vuoi premere ma non puoi: dà energia al plesso solare.” I movimenti circolari su quest’area, insegnati nei seminari, sono una delle pratiche più immediate. Nella tradizione induista, il plesso solare è chiamato Manipura, ed è associato alla forza di volontà, all’autostima e alla capacità di trasformazione.

E il terzo occhio? Il Prof. Dr. Paret spiega che la stimolazione di quest’area riequilibra il campo energetico, e aggiunge una precisazione importante: “Perché stimola la ghiandola pineale”. È un meccanismo fisiologico, prima ancora che un simbolo esoterico. Con la stimolazione del plesso, aggiunge, “si può ipnotizzare senza toccare”.

Come si spiega questa efficacia? La risposta è nella connessione. “La scienza parla di sistema parasimpatico e di connessione. Quando senti il formicolio, stai sentendo un’attivazione del parasimpatico: a un certo livello c’è un’attivazione del sistema di connessione. E se siamo in connessione, siamo in uno spazio dove la scienza stessa ha mostrato che può esserci una predisposizione guaritiva.”

Una tradizione aperta al mondo

La scuola del Prof. Dr. Paret affonda le radici in una genealogia precisa, che egli ricostruisce con rispetto: “Racanelli fu maestro di Bacci, Bacci di Paret”. Racanelli appartiene alla generazione precedente: il Prof. Dr. Paret ne raccoglie l’eredità unicamente attraverso il suo maestro diretto, Bacci. “Racanelli parlava del fluido vitale; più che ipnotista, era magnetista”, spiega. Da lui, Bacci imparò le tecniche poi trasmesse al Prof. Dr. Paret.

Una cronaca ottocentesca conservata nella Biblioteca della scuola testimonia la potenza di questa visione:

“Le fluide magnétique, c’est-à-dire l’âme universelle, le principe de la vie, le fluide vital agit, s’insinue, opère.”
— Il fluido magnetico, cioè l’anima universale, il principio della vita, il fluido vitale agisce, si insinua, opera.

Questa tradizione, un tempo riservata a pochi, è oggi aperta a chiunque voglia praticarla con serietà. La scuola ne ha fatto il suo patrimonio, unendo la documentazione storica alla lettura fisiologica moderna. Un connubio che la rende unica nel panorama contemporaneo.

Che cosa la rende diversa

Rispetto ad altre pratiche come il reiki o la pranoterapia, il Prof. Dr. Paret guarda con rispetto, e sottolinea una differenza sostanziale: “Abbiamo un sistema dinamico, molto più complesso: contiene tante cose ed è molto ricco.” Mentre molte pratiche si basano su protocolli fissi e gesti ripetuti, la scuola del Prof. Dr. Paret legge la persona e adatta l’intervento. È una presenza da coltivare, più che una formula da applicare.

C’è poi un aspetto che lega il lavoro delle mani alla comunicazione non verbale. “Certe gestualità riecheggiano la comunicazione non verbale: quando muoviamo le mani abbiamo quasi una comunicazione energetica, non solo il movimento delle mani.” Un concetto che riecheggia un post storico del 2013: dimmi come muovi le mani e ti dirò chi sei. Le mani, prima ancora delle parole, comunicano stati interni, intenzioni, presenza.

La pratica ed i benefici

La pratica è semplice, ma richiede costanza. Oltre all’esperimento del laogong, il Prof. Dr. Paret insegna una variante facilitata: “Indicate con la punta del dito il laogong dell’altra mano, andando molto vicino: sotto un certo punto di vista è più facile da sentire bene.” E poi l’esercizio della palla al plesso solare, che “dà energia al plesso solare”.

I benefici, secondo il Prof. Dr. Paret, sono concreti e verificabili: “Portiamo l’attenzione su una parte del corpo e possiamo sentire una sensazione, legata al sangue: la sentiamo quando è attivato il nostro sistema parasimpatico.” Dai seminari emergono anche effetti visibili: l’area trattata diventa rossa, segno della reazione parasimpatica; le crisi emotive fluiscono e si metabolizzano più rapidamente con il lavoro sul plesso. La pratica porta a una maggiore calma, energia, lucidità, presenza, coraggio, chiarezza.

La ricerca, in questa scuola, procede “tutto assieme”: lo studio del Neidan (l’alchimia interna taoista), l’Alchimia magnetica occidentale, e il confronto costante tra tradizioni orientali e occidentali. Un approccio che si riflette anche nella scelta dei testi. Un altro trattato ottocentesco della Biblioteca afferma:

“Le magnétisme animal, ou mesmérisme, peut bien s’associer à tous les systèmes de médecine; il aide toujours leur action salutaire.”
— Il magnetismo animale, o mesmerismo, può bene associarsi a tutti i sistemi di medicina: aiuta sempre la loro azione salutare.

Una conferma storica dell’approccio complementare della scuola, che non si oppone alla medicina ma si affianca ad essa, come strumento di supporto e di riequilibrio. Per approfondire i passi magnetici o la figura di Mesmer, le risorse sono disponibili. E per chi vuole esplorare la figura del barone du Potet, la pagina dedicata offre una sintesi preziosa.

Domande frequenti

Devo credere al cosiddetto fluido per sentire qualcosa?
No. L’esperimento del laogong funziona indipendentemente dalle credenze. Basta provare.

Quanto tempo serve per notare i primi effetti?
Alcune sensazioni si provano subito, al primo tentativo. I benefici più profondi richiedono pratica costante.

Questa pratica sostituisce la medicina?
No. È complementare. Come insegna la tradizione, “aiuta sempre l’azione salutare” della medicina, ma non la sostituisce. In caso di disturbi, è sempre necessario consultare un medico.

È adatta a tutti?
La pratica è naturale e non richiede particolari doti. L’ingresso ai corsi, per chi vuole approfondire, passa da un breve colloquio conoscitivo.

Serve saper usare le parole?
No. Questa è una via non verbale. Le parole, semmai, vengono dopo.

Il contatto attiva il sistema nervoso parasimpatico, il ramo che ripara e rigenera. Le mani di chi sa creare connessione comunicano prima di ogni parola. Il tocco umano riduce misurabilmente stress e dolore: la ricerca lo documenta da decenni. Questa è la via del Prof. Dr. Paret: una tradizione antica, aperta al mondo, verificabile da chiunque. Potete verificarlo da soli: lo praticate e lo sentite.

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