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Fascinazione ed Estasi: quando il potere dell’occhio apre una trance superiore

Vi è mai capitato di guardare qualcuno negli occhi e avere, anche solo per un istante, la sensazione che il tempo rallentasse? L’attenzione si raccoglie, ciò che sta intorno perde importanza e la presenza dell’altra persona diventa improvvisamente più intensa.

Non è ancora estasi, ma appartiene già allo stesso territorio.

La Fascinazione lavora proprio su questa soglia. Attraverso il potere dell’occhio, la relazione cambia qualità, l’attenzione viene catturata e la trance può iniziare immediatamente, di colpo.

Quando il fenomeno si approfondisce, però, la trance non rappresenta necessariamente il punto finale. Possono infatti cambiare ancora il rapporto con il corpo, la percezione del tempo e perfino il modo in cui la persona è presente nel mondo.

È qui che comincia il territorio dell’estasi magnetica.

Estasi e stati dell’ipnosi non verbale — Prof. Dr. Marco Paret

DALLA FASCINAZIONE ALL’ESTASI

Nella Fascinazione l’attenzione ordinaria viene interrotta. La presa dell’occhio concentra ciò che normalmente è disperso e il corpo può diventare rapidamente più immobile, mentre il pensiero discorsivo perde parte della sua forza.

Dal punto di vista neurologico possiamo parlare di orientamento attentivo. Significa che il sistema nervoso seleziona qualcosa come particolarmente importante e lascia quindi momentaneamente sullo sfondo molti altri stimoli.

È ciò che accade spontaneamente quando qualcosa ci sorprende, ci affascina o ci attrae profondamente. Nella Fascinazione questo processo viene però sviluppato volontariamente e portato molto più lontano.

L’estasi può allora apparire come un livello ancora superiore del sonnambulismo magnetico. La persona non è più semplicemente assorta: l’esperienza acquista infatti una qualità differente, più vasta e più intensa.

LO SGUARDO ESTATICO

Vi è mai capitato di vedere un volto cambiare completamente durante una trance profonda?

Non parliamo soltanto di rilassamento. L’espressione stessa si trasforma: i lineamenti diventano più distesi, gli occhi assumono una qualità insolita e il volto appare contemporaneamente lontano e straordinariamente presente.

“La face de l’extatique change et revêt une beauté surhumaine; ses traits prennent une transparence surnaturelle.”

Il volto dell’estatico cambia, assume una bellezza quasi sovrumana e i tratti sembrano acquistare una particolare trasparenza.

È un’immagine potente proprio perché descrive qualcosa che si può osservare. Lo sguardo estatico infatti non sembra più cercare continuamente informazioni nel mondo circostante, ma acquista una qualità assorta e contemplativa, come se una parte importante dell’esperienza si fosse spostata altrove.

QUANDO IL PENSIERO SI FA PIÙ SILENZIOSO

Pensate a un momento in cui siete stati completamente assorbiti da una musica, da un paesaggio o dalla presenza di qualcuno. Per qualche secondo non avete analizzato ciò che accadeva: lo avete semplicemente vissuto.

Nell’estasi questo principio diventa molto più intenso, perché la mente discorsiva perde centralità mentre l’esperienza diretta acquista maggiore forza. Il corpo, la sensazione e la percezione occupano così uno spazio che normalmente viene continuamente riempito dal commento mentale.

In neuroscienze si parla di interocezione. Significa che diventa più importante la percezione di ciò che sta accadendo dentro il corpo: respiro, tensione, calore, battito, pressione e movimento interno.

Quando l’attenzione diventa profondamente interocettiva, anche la percezione di sé può quindi modificarsi. Ciò che normalmente viene pensato comincia a essere soprattutto sentito.

LA FASCINAZIONE COME PORTA

La Fascinazione, il potere dell’occhio, è una delle porte più immediate verso questo cambiamento.

La presa fascinatoria restringe il campo dell’attenzione e rende la trance più compatta. Ciò che è periferico perde importanza, mentre la relazione con l’operatore diventa dominante.

È proprio qui che il fenomeno si allontana da una semplice tecnica di comunicazione.

Uno sguardo fascinatore non è infatti soltanto uno sguardo più intenso. Entra dentro una relazione già modificata dalla presenza, dalla distanza, dal ritmo e dalla disposizione interiore dell’operatore.

Possiamo avere quindi una presa dello sguardo, una fascinazione di blocco, una fascinazione attrattiva oppure un uso più sottile del potere dell’occhio. Sono qualità differenti dello stesso territorio: la vista smette di essere soltanto osservazione e diventa parte attiva del rapporto.

LA DISPOSIZIONE MAGNETICA DELL’OPERATORE

L’operatore entra in una disposizione magnetica precisa: il corpo si raccoglie, la respirazione cambia, la volontà diventa più semplice e la presenza acquista peso. È questa disposizione, prima ancora della tecnica, che passa naturalmente nella relazione e modifica ciò che accade nell’altro.

La teoria polivagale utilizza il termine co-regolazione. Significa, in maniera molto concreta, che il nostro sistema nervoso non funziona completamente isolato: il ritmo, la voce, la respirazione, la distanza e la presenza di un’altra persona modificano anche il modo in cui ci sentiamo e reagiamo.

Si comprende così perché la qualità dell’operatore sia fondamentale nel Magnetismo Animale. Due persone possono infatti eseguire apparentemente lo stesso gesto e produrre esperienze molto differenti, perché il gesto non arriva mai da solo: arriva insieme alla persona che lo compie.

ESTASI E IMMOBILITÀ

Nell’estasi il corpo può diventare straordinariamente immobile, ma non si tratta necessariamente di un’immobilità vuota o passiva. Può esistere, al contrario, una forte intensità interna proprio mentre l’azione esterna diminuisce.

La postura cambia, la respirazione diventa più sottile e il volto può assumere una particolare espressione estatica, mentre lo sguardo contemplativo sembra non cercare più qualcosa fuori. La persona appare quindi assorbita da una realtà interna diventata più importante di ciò che la circonda.

Anche neurologicamente l’immobilità non significa assenza di attività. Durante un forte assorbimento l’attenzione può infatti diventare estremamente selettiva mentre il movimento volontario si riduce.

Una persona può così apparire quasi immobile e, nello stesso momento, vivere interiormente un’esperienza molto intensa. Quando questa immobilità diventa più marcata può assumere anche una qualità catalettica, con il corpo che conserva una posizione mentre la coscienza ordinaria recede sullo sfondo.

ESTASI E PRESENZA

Vi è mai capitato di stare accanto a qualcuno completamente assorto e accorgervi che anche il vostro ritmo cominciava a cambiare?

L’estasi non rimane necessariamente chiusa dentro una persona. Nel rapporto magnetico può diventare percepibile anche dall’esterno: il silenzio sembra più denso, i movimenti rallentano e la presenza dell’altro diventa più forte proprio mentre apparentemente fa meno.

Questo paradosso è centrale nel MESMERISMUS®, perché l’intensità non nasce sempre dall’aumento dell’azione. Può nascere invece dalla sua riduzione.

Più l’operatore diventa raccolto, più la sua irradiazione magnetica può essere percepita senza bisogno di riempire lo spazio.

IL VOLTO DELL’ESTASI

La trasformazione del volto è uno dei segnali più immediatamente visibili dell’estasi.

Il viso si distende, la muscolatura cambia, il respiro assume un altro ritmo e lo sguardo estatico perde la normale irrequietezza della ricerca. La persona sembra così contemporaneamente più distante e più profondamente presente.

L’estasi si collega anche a esperienze di contemplazione, rapimento, lucidità, chiaroveggenza e seconda vista. Non sono necessariamente fenomeni identici, ma appartengono allo stesso grande territorio delle esperienze nelle quali la coscienza ordinaria sembra lasciare spazio a un’altra modalità di percezione.

ESTASI, CHIAROVEGGENZA E SECONDA VISTA

Il Magnetismo Animale ha sempre lasciato aperto anche un territorio più misterioso. In alcune esperienze l’estasi è stata associata a chiaroveggenza, seconda vista e forme di lucidità che sembrano andare oltre la normale attenzione. Non è necessario confondere questi racconti con ciò che oggi è scientificamente dimostrato; è però importante ricordare che appartengono alla geografia completa della tradizione magnetica.

Ed è proprio questo margine non interamente spiegato a rendere l’estasi così interessante: il fenomeno osservabile può essere studiato, mentre alcune interpretazioni restano aperte e continuano a invitare alla ricerca.

CHE COSA RESTA DOPO L’ESTASI

Il momento del ritorno è utile perché permette un confronto. Prima dell’esperienza si può fissare un riferimento semplice — una tensione, una sensazione, un pensiero dominante — e poi verificare come viene percepito al termine. In questo modo non si giudica l’estasi soltanto dall’intensità di ciò che accade durante, ma anche da ciò che cambia quando la persona torna alla normale coscienza.

PRATICARE PER SCOPRIRE

L’estasi è stata definita “l’état supérieur du somnambulisme”: il livello superiore del sonnambulismo. Una formula così forte non ha bisogno di essere caricata di altre definizioni.

Se volete comprenderla davvero, il passo utile è esplorarla in una pratica guidata, con esercizi progressivi e feedback. È lì che le parole dei libri possono essere confrontate con fenomeni reali e diventare una competenza di osservazione.

Non cercate di credere all’estasi: imparate a riconoscerla.

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