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Erminio Di Pisa: il Maestro dell ipnosi ad occhi aperti che il Prof. Paret cerco e trovo

Il Prof. Erminio Di Pisa è stato uno dei più grandi ipnotisti italiani del Novecento: lavorava con il solo sguardo, ad occhi aperti, su persone perfettamente sveglie. Il Prof. Dr. Marco Paret fu suo allievo diretto, e per questa ragione la sua arte oggi si insegna ancora, dal vivo, oltre ad essere ricordata.

Tutto cominciò da una prova che Di Pisa volle fare su sé stesso. Nel 1973, a Milano, in casa di un amico, accettò di sottomettersi volontariamente al potere ipnotico di Dante Caravelli, medium famoso, per verificare di persona se l’ipnotismo esistesse davvero. Rimase apparentemente sveglio e conservò, come scriverà, «la perfetta coscienza di tutto ciò che provavo»; eppure, malgrado una resistenza voluta, avvertì su di sé «lo strano ascendente del maestro» [1]. Da quella sera la sua vita ebbe un solo scopo: «studiare! sapere!».

Chi immagina che un uomo sveglio e cosciente resti perciò fuori dall’ipnosi trova qui la risposta più netta: la veglia rimase intera, la coscienza pure, la volontà oppose la propria resistenza, ma l’effetto arrivò ugualmente.

  1. Chi era Erminio Di Pisa: ipnotista, astrologo, esoterista.
  2. Dove guarda davvero l’ipnotizzatore: il segreto della radice del naso.
  3. Il libro scritto per mantenere una promessa ad un maestro morto.
  4. Astri, simboli ed iniziazione: l’altra ricerca dello stesso uomo.
  5. Donato, Caravelli, Di Pisa, Paret: quattro rapporti di natura diversa.
  6. Quello che la ricerca di oggi dice sullo sguardo e sulla veglia.
  7. Due esercizi di Di Pisa che puoi cominciare stasera.
  8. Il lascito: dove quest’arte è ancora viva.

Chi era Erminio Di Pisa: ipnotista, astrologo, esoterista

Di Pisa fu ipnotista ed ipnologo, astrologo, esoterista, ed iniziato ai misteri della Massoneria. Chi legge il suo libro incontra tutte queste dimensioni nello stesso volume, perché per lui la Fascinazione apparteneva ad una ricerca più ampia sulle facoltà dell’uomo.

Praticò l’ipnosi in tre situazioni differenti, e ciascuna gli chiedeva una competenza differente. Davanti ad un pubblico numeroso, nelle sale gremite, lavorava con l’ipnosi collettiva. Attraverso la radio e la televisione raggiungeva persone che restavano a casa propria, e la voce doveva sostituire la presenza fisica. Nel rapporto diretto con una sola persona, invece, tutto si decideva con lo sguardo, ed è la situazione che ha lasciato l’eredità più profonda alla nostra Scuola.

Nei suoi scritti la tradizione dell’ipnosi collettiva compare con tre nomi affiancati, «metodi Webb, Ceccarelli, Di Pisa»: apparteneva ad una linea riconosciuta e lo dichiarava apertamente. Il suo libro conserva anche la trascrizione della cassetta di Ceccarelli al Regio di Parma, del 1978 [2].

Di Pisa racconta inoltre che Caravelli morì il 29 giugno 1977, dopo aver scritto quindici giorni prima la data della propria morte. L’affermazione appartiene al suo racconto, e resta legata a chi la riporta [1].

Dove guarda davvero l’ipnotizzatore: il segreto della radice del naso

La sua indicazione tecnica capovolge quello che il pubblico immagina [2]:

«Quando l’ipnotizzatore fissa un soggetto, non pensiate che lo guardi negli occhi, dirige il suo sguardo alla radice del naso, fra i due occhi e li mantiene fissi e fermi, evitando qualsiasi battito di palpebre. È il soggetto che deve guardare l’operatore negli occhi.»

Lo scambio è dunque asimmetrico: il soggetto guarda negli occhi l’operatore, mentre l’operatore tiene il proprio sguardo sul punto fra le sopracciglia. Questa asimmetria produce un effetto preciso. L’operatore evita di inseguire i movimenti oculari dell’altro e mantiene una fissità stabile; il soggetto riceve uno sguardo che rimane fermo su di lui, e quella stabilità gli arriva come sicurezza.

Sul controllo delle palpebre Di Pisa è insieme esigente ed onesto. Riferisce che alcuni autori sostengono che ogni battito di palpebre dell’ipnotizzatore annulli l’effetto già prodotto, e subito domanda: «Esagerazione?». La tesi che consegna all’allievo è più misurata: nella sua esperienza diretta uno sguardo fisso e determinato rende il risultato rapido e sicuro.

Il suo lavoro tiene insieme due velocità. Le tecniche lente ereditate da Caravelli accompagnano il soggetto per gradi. Le tecniche veloci ed istantanee, che sviluppò lui stesso, ottengono l’effetto in pochi secondi [2]. Possederle entrambe amplia molto la gamma d’azione dell’operatore, perché gli permette di rispondere a soggetti differenti ed a tempi differenti.

Il canale centrale di questo lavoro è visivo: appartiene alla famiglia della Fascinazione. La parola può accompagnarlo ed integrarlo — nella sua induzione televisiva, per esempio, la voce guida un’immagine mentale — e rimane un sostegno, mentre lo sguardo porta il peso principale. Nel nostro insegnamento questi elementi lavorano insieme: lo stato interiore dell’operatore alimenta la fissità dello sguardo, e lo sguardo così sostenuto raggiunge il soggetto, che risponde. Lo sguardo magnetico di oggi discende da questa pratica, e la condizione interiore che la rende possibile la descriviamo nella pagina sullo zero mind.

Il libro scritto per mantenere una promessa ad un maestro morto

Caravelli desiderava pubblicare un corso pratico e completo di ipnosi, e la morte lo raggiunse prima. Di Pisa prese su di sé quel compito e scrisse L’Ipnosi dalla Ad alla Zeta — Corso di Ipno-Magnetismo Pratico, che porta dentro di sé due anime: le tecniche lente del maestro e le tecniche istantanee dell’allievo [2]. È uno dei testi fondamentali della tradizione ipnotica italiana ed una delle fonti dichiarate del Metodo Paret.

Il volume percorre in successione: gli esercizi di allenamento e di sviluppo del magnetismo personale; l’ipnosi allo stato di veglia, che egli chiama parziale; l’ipnosi completa ed i metodi per provocarla; l’ipnosi con procedimenti meccanici; gli stati tradizionali di catalessi, letargia ed anestesia; la stigmatizzazione e l’estasi; l’ipnosi sugli animali; l’ipnosi in medicina; il magnetismo fisico con l’ipnosi a distanza; le tecniche di sdoppiamento; la previsione dell’avvenire; le tecniche ipnotiche dei grandi maestri; l’ipnosi applicata alla vendita ed al commercio; ed infine astrologia, dieta e pietre preziose al servizio del magnetismo [2].

Fra i capitoli più originali sta l’induzione televisiva, pensata soprattutto per i bambini: un pendolino metallico tenuto appena sopra le palpebre porta alla chiusura degli occhi, poi la voce accende un televisore immaginario e vi fa scorrere un film comico, finché il film finisce ed arriva il sonno. Un altro capitolo descrive l’ipnosi a distanza via radio, con un principio in cinque passi: descrivere l’effetto, affermare che sarà ottenuto, avvertire che ogni tentativo di reagire lo renderà più intenso, affermare che l’effetto si produce per gradi, affermare che al tre sarà completo [2]. L’archivio fotografico del volume è conservato dall’ISI-CNV [3].

Astri, simboli ed iniziazione: l’altra ricerca dello stesso uomo

Di Pisa fu iniziato ai misteri della Massoneria, e della propria ricerca interiore lasciò una traccia scritta: il saggio Some Thoughts on Esotericism, composto in inglese e pubblicato su The Master’s Jewel, raccolta di scritti massonici internazionali. La firma in calce, «Bro. Erminio Di Pisa, Italy», documenta quella appartenenza [4].

Nel saggio distingue due correnti dell’occultismo. Da una parte le scuole di tipo magico, che inseguono poteri particolari con qualunque mezzo, e comprendono i riti di stregoneria. Dall’altra le scuole di orientamento religioso e filosofico, rivolte alla conoscenza delle verità supreme: le sole, scrive, che riguardino la Massoneria. Per lui l’esoterismo è la ricerca della verità trascendente che i simboli custodiscono, ed apre alla possibilità di dominare, con la pratica giusta, facoltà capaci di modificare in profondità l’attività psichica [4].

Questa parte della sua vita illumina anche la sua ipnosi. L’astrologia, la dieta e le pietre compaiono nel suo libro accanto agli esercizi di sguardo perché l’uomo che lo scrisse cercava, dietro il fenomeno visibile, un ordine più vasto. La stessa serietà ritorna nella nostra pratica: la potenza di un metodo rende ancora più importante la qualità morale di chi lo adopera, e queste tecniche si insegnano soltanto a chi si impegna ad usarle per il bene della persona che ha davanti.

Donato, Caravelli, Di Pisa, Paret: quattro rapporti di natura diversa

Questi quattro nomi vengono spesso allineati come se formassero un’unica catena. In realtà i rapporti che li legano sono di tre tipi differenti, ed è utile dirlo con precisione.

  • Donato è un modello dichiarato. Di Pisa lo indicava come proprio riferimento per l’ipnosi ad occhi aperti: lo studiò attraverso la sua fama ed i suoi metodi, per via indiretta [2]. Donato, cioè Alfred-Edouard D’Hont, portò l’ipnotismo davanti ad un pubblico vastissimo nell’Ottocento.
  • Webb e Ceccarelli indicano una linea riconosciuta. La formula «metodi Webb, Ceccarelli, Di Pisa» colloca il suo lavoro dentro una tradizione già esistente di ipnosi collettiva, alla quale egli si sentiva di appartenere.
  • Caravelli insegnò a Di Pisa di persona. Lavorarono insieme di persona, e da quel rapporto passarono le tecniche lente che confluirono poi nel libro [1][2].
  • Di Pisa insegnò a Marco Paret di persona. Paret fu suo allievo diretto, e ha continuato e sviluppato quel lavoro [1].

L’insegnamento personale è il rapporto più stretto dei tre, per una ragione pratica: maestro ed allievo lavorano nella stessa stanza, il maestro osserva come l’allievo tiene lo sguardo e come dispone il corpo, e corregge nell’istante stesso in cui l’errore accade. Un libro trasmette le istruzioni; la presenza trasmette anche la misura, il ritmo e la sicurezza, che si imparano guardando qualcuno che le possiede.

Dalle tecniche di fissazione e di sguardo di Di Pisa deriva la Palla di Luce del Metodo Paret. La Fascinazione diretta pura, nella tradizione di Donato, Paret l’ha poi sviluppata come livello ulteriore e più avanzato [1]. La storia lunga di questa via è nella nostra pagina sulla storia del mesmerismo.

Quello che la ricerca di oggi dice sullo sguardo e sulla veglia

La testimonianza del 1973 appartiene alla storia, ed ha le proprie prove nei testi che abbiamo citato. La ricerca contemporanea offre in aggiunta tre cornici interpretative, che teniamo come correlati e ben distinte tanto dalla fonte quanto dalla nostra lettura di Scuola.

  • La veglia appartiene all’ipnosi. La letteratura sperimentale descrive risposte ipnotiche con coscienza presente e vigile, e mette al centro il senso soggettivo di volontarietà: chi risponde avverte l’esperienza come un movimento che accade da sé, mentre resta sveglio [5]. Questo dato risponde all’obiezione «era sveglio, dunque era libero da ogni influenza».
  • Lo sguardo dal vivo attiva il corpo. Gli studi psicofisiologici sul contatto oculare misurano effetti sull’attenzione e sull’attivazione autonomica quando lo sguardo è reciproco e reale [6]. Sostengono la forza sociale dello sguardo; la Fascinazione resta materia della pratica.
  • Due cervelli che si guardano si sincronizzano. Con l’hyperscanning fNIRS, Hirsch e colleghi hanno osservato sincronizzazioni funzionali dentro e fra i cervelli durante il contatto occhi negli occhi dal vivo, in confronto allo sguardo rivolto ad un volto in immagine [7]. Lo consideriamo un correlato relazionale, ben lontano da una spiegazione causale completa.

Due esercizi di Di Pisa che puoi cominciare stasera

Entrambi vengono dal suo Corso di Ipno-Magnetismo Pratico [2], e li riportiamo nella forma storica con l’adattamento prudente che consigliamo oggi.

Primo. La fissazione di un punto. Metti una camera in penombra e fissa un punto posto all’altezza degli occhi, alla distanza in cui lo sguardo riposa. Tieni gli occhi fermi il più a lungo che ti riesce, riducendo il battito delle palpebre, e ripeti la pratica ogni giorno. Di Pisa parla di un quarto d’ora circa; comincia da due o tre minuti e sali per gradi, ed appena l’occhio si irrita o lacrima chiudilo e riposa, perché la costanza quotidiana porta più lontano di una singola prova prolungata.

Secondo. Lo specchio a figura intera. Mettiti da solo davanti ad uno specchio che ti rifletta per intero. Pronuncia una formula suggestiva, immagina davanti a te il soggetto che ti ascolta ed accompagna le parole con i gesti che ti vengono naturali. Prova formule e gesti differenti, poi conserva quello che senti più tuo. Questo esercizio allena insieme sguardo, voce, gesto ed immaginazione, e prepara il momento in cui davanti a te ci sarà una persona.

Un ponte. Per un quarto d’ora al giorno tieni l’attenzione su un solo oggetto, quale che sia. È la porta d’ingresso allo zero mind, lo stato interiore da cui la Fascinazione prende forza, ed insegna alla mente la stabilità che lo sguardo poi trasmette.

Il lascito: dove quest’arte è ancora viva

Di Pisa lasciò un metodo verificabile, un libro che permette di risalire alle sue parole, ed un allievo che ha continuato il lavoro. Marco Paret insegna oggi quello sguardo nel training MESMERISMUS®, dal vivo, con la correzione immediata che soltanto la presenza rende possibile, e ha sviluppato i livelli successivi di questo lavoro.

Chi vuole vedere questa pratica in azione trova le dimostrazioni sul nostro canale, youtube.com/@neurolinguistic. Impara l’ipnosi con lo sguardo dove è ancora viva: accanto a chi l’ha ricevuta direttamente dalle mani di Erminio Di Pisa.

Note e riferimenti

  1. ISI-CNV, wiki della Scuola, voce Prof. Erminio Di Pisa — Ipnosi con lo Sguardo — la prefazione con l’incontro milanese del 1973, la morte di Caravelli riferita da Di Pisa, la trasmissione diretta a Marco Paret e l’origine della Palla di Luce.
  2. Di Pisa, E. L’Ipnosi dalla Ad alla Zeta — Corso di Ipno-Magnetismo Pratico; scheda della wiki ISI-CNV sul volume: struttura completa, tecnica della radice del naso, capitolo sulle palpebre con la domanda «Esagerazione?», induzione televisiva, cinque passi della radio, triade Webb-Ceccarelli-Di Pisa, trascrizione della cassetta di Ceccarelli al Regio di Parma (1978), esercizi di fissazione e dello specchio.
  3. ISI-CNV, Galleria: Archivio fotografico del libro di Prof. Erminio Di Pisa.
  4. Di Pisa, E. «Some Thoughts on Esotericism», in The Master’s Jewel — Masonic Education, firmato «Bro. Erminio Di Pisa, Italy»; scheda della wiki ISI-CNV sulla sua dimensione esoterica e massonica.
  5. Kihlstrom, J. F. «Neuro-hypnotism: prospects for hypnosis and neuroscience», Cortex, 49(2), 2013; Terhune, D. B., Cleeremans, A., Raz, A. & Lynn, S. J. «Hypnosis and top-down regulation of consciousness», Neuroscience & Biobehavioral Reviews, 81, 2017.
  6. Hietanen, J. K. «Affective eye contact: an integrative review», Frontiers in Psychology, 9:1587, 2018.
  7. Hirsch, J. et al. «Frontal, temporal and parietal systems synchronize within and across brains during live eye-to-eye contact», NeuroImage, 157, 2017, 314–330.

Nel MESMERISMUS® del Prof. Dr. Marco Paret questo patrimonio si insegna come arte di conoscenza di sé, comunicazione, benessere e crescita personale. Le materie mediche e psicologiche appartengono alle professioni che le governano.

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