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Le due forme del magnetismo

Il magnetismo, di cui la crisi mesmerica è la manifestazione più visibile, non è una cosa sola. Chi lo pratica da anni impara a riconoscere che ha due forme, distinte e sempre compresenti.

«Il magnetismo ha una forma leggibile dalla fisiologia e una forma relazionale non verbale i cui mezzi ci sfuggono.»

— Prof. Dr. Marco Paret, insegnamento orale della Scuola

La forma leggibile dalla fisiologia

La prima forma è quella che si può osservare e in parte misurare: i movimenti del corpo, le variazioni del tono muscolare, la catalessi, il respiro che cambia, il rilascio finale. È il territorio che oggi la teoria polivagale aiuta a descrivere: il passaggio dal blocco dorsale alla riattivazione, fino alla quiete ventrale. Su questo piano il magnetismo dialoga con la fisiologia e ne accetta il vocabolario.

La forma relazionale, non verbale

La seconda forma è più sottile: è la relazione tra operatore e soggetto, un campo di comunicazione che non passa dalle parole. Non è suggestione, anche se la suggestione può esserci: è presenza, ritmo, sguardo, la capacità di entrare in risonanza con il sistema nervoso dell’altro. I suoi mezzi, come dice il Prof. Paret, in parte ci sfuggono: si trasmettono per pratica diretta, da persona a persona, come si è sempre fatto nella tradizione.

Il lignaggio: lo sguardo di Erminio Di Pisa

Questa seconda forma ha una storia precisa nella nostra Scuola. Del Maestro Prof. Erminio Di Pisa si insegna che usava principalmente lo sguardo per ottenere i suoi risultati più rapidi — quelli che i testimoni dell’epoca descrivevano come risoluzioni istantanee. Nella Scuola abbiamo poi sperimentato i diversi sistemi del magnetismo e verificato che il processo può essere accelerato quando le due forme lavorano insieme: la tecnica visibile sostenuta dalla qualità della relazione.

Perché la distinzione conta

Le due forme sono sempre presenti nello stesso gesto. La crisi mesmerica è il punto in cui la forma fisiologica diventa visibile, ma è resa possibile dalla forma relazionale: senza quel contatto non verbale, la tecnica resta un protocollo vuoto. Per questo il nostro percorso di formazione non insegna soltanto sequenze: allena la presenza, lo sguardo, il non verbale — la parte che non si impara dai libri ma dal vivo.

Nei seminari dal vivo del Prof. Dr. Paret questo doppio livello si pratica l’uno con l’altro, e ciò che da soli richiederebbe anni arriva in pochi giorni. I corsi sono organizzati dall’Université Européenne.

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