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Gli stati dell’ipnosi non verbale: fascinazione, catalessi, sonnambulismo, letargia, estasi

Gli stati dell’ipnosi non verbale: fascinazione,[2] catalessi, sonnambulismo, letargia, estasi

Esiste una sola trance? O, dietro quella parola, si nascondono mondi interiori radicalmente diversi, ciascuno con la propria fisiologia e il proprio scopo?

Questi stati hanno qualcosa di magico, perché permettono di ottenere risultati concreti. Come ricorda il Prof. Dr. Marco Paret, la catalessi carica energia: pensiamo a chi deve affrontare una riunione decisiva o un esame dopo una notte insonne, e ritrova così prontezza e lucidità. Il sonnambulismo, invece, permette di trovare soluzioni creative e di vedere un’altra realtà: utile per chi è bloccato su un problema lavorativo o relazionale, perché apre prospettive inedite. La letargia è una ricostituzione profonda, paragonabile a un sonno ristoratore in pochi minuti, ideale dopo stress intensi. Infine, l’estasi porta cambiamenti nei comportamenti al ritorno, ed aiuta a superare abitudini radicate come la procrastinazione o l’ansia sociale.

Queste capacità si apprendono con un metodo strutturato: i corsi dell’Université Européenne offrono un percorso chiaro e progressivo. Anche praticando da soli, i risultati si vedono subito, ma un corso dal vivo dà in pochi giorni ciò che altrimenti richiederebbe anni di tentativi. Dopo la formazione, bastano 10-15 minuti al giorno di esercizio per mantenere e affinare le competenze. Ognuno, con costanza e applicazione, ottiene ottimi risultati, integra questi stati nella propria routine e gestisce meglio energia, creatività e recupero. Si tratta di strumenti pratici di auto-miglioramento, accessibili a chiunque voglia investire su di sé.

La ricerca distingue oggi diversi stati di coscienza, ciascuno con la sua firma fisiologica. Il sistema nervoso alterna stati di allerta, di connessione e di recupero profondo. Ciò che si vive in uno stato profondo lascia tracce nei comportamenti successivi.

Quando qualcuno entra in studio e dice «io voglio andare profondamente», la risposta della Scuola è un’altra domanda: in che stato vuoi andare profondamente? Perché l’ipnosi ha varie dimensioni.

«Quando uno entra e dice “io voglio andare profondamente”, io direi: in che stato vuoi andare profondamente? Perché l’ipnosi ha varie dimensioni.»

— Prof. Dr. Paret

Cinque stati, non una sola trance

L’ipnosi comune parla di trance leggera, media e profonda. La scuola del Prof. Dr. Paret distingue invece cinque stati qualitativamente diversi, ciascuno con corrispondenze neurofisiologiche precise. È la mappa più originale della tradizione non verbale.

Eccoli, in sintesi:

  • Fascinazione — il potere dell’occhio. Attivazione particolare del sistema dorsale, quello della mobilitazione silenziosa. Il soggetto è leggermente più rigido.
  • Catalessi — attivazione del sistema dorsale in maniera ancora più ampia. Carica energia, come una pila che si ricarica.
  • Sonnambulismo — attivazione mista di simpatico e parasimpatico. La mente si apre, come in un sogno. Può essere di abbandono (vagale ventrale) o esteriorizzato (con movimento).
  • Letargia — dorsale profondo, chiamato anche collasso profondo. Stato di ricostituzione.
  • Estasi — attivazione di tutti e tre gli stati assieme. Il livello più alto.

A questi si aggiungono due fenomeni particolari: il sonnambulismo lucido (sensibilità quasi telepatica) e la crisi (una reazione molto forte di liberazione).

La domanda che nessun altro pone — «in che stato vuoi andare profondamente?» — apre una porta: si tratta di scegliere dove andare, più che di andare più giù.

La fascinazione: il potere dell’occhio

«La parola esatta che noi utilizziamo è fascinazione, perché fascinazione è un termine tecnico che significa il potere dell’occhio» — spiega il Prof. Dr. Paret. È il primo stato, la porta d’ingresso di tutta l’ipnosi non verbale.

In questo stato, lo sguardo dell’operatore guida l’attenzione del soggetto in modo naturale, senza parole. La mente che controlla resta tranquilla: nulla viene annunciato, tutto accade. È una concentrazione silenziosa, un recupero di energie. Come nella catalessi, ma con una firma più leggera.

Il soggetto appare leggermente più rigido, soprattutto nelle fascinazioni ipnotiche. In quella magnetica, il segno è più sottile. Ma l’effetto è sempre lo stesso: l’attenzione si focalizza, il corpo si calma, la mente si apre.

La catalessi: lo stato che carica energia

La catalessi è un’attivazione del sistema dorsale in maniera ancora più ampia della fascinazione. Ma il suo tratto distintivo è un altro: carica energia.

Pochi lo sanno: esiste una similitudine tra la catalessi e una tecnica di rinforzo del midollo osseo utilizzata nell’alchimia cinese. Là, ciò che matura in anni di pratica; qui, ciò che affiora rapidamente in uno stato indotto. È come se il sistema si caricasse, e dopo la persona ha un sacco di energia interna.

Dal punto di vista polivagale,[1] la catalessi deriva probabilmente da reazioni che intervengono nel momento in cui una persona entra in prontezza all’azione. Il corpo si prepara, si carica, e poi rilascia. È uno stato di potenza silenziosa.

Il sonnambulismo: come entrare in un film

Il sonnambulismo è lo stato nel quale la mente si attiva. «È come entrare in un film: siete nel film e lo vedete» — dice il Prof. Dr. Paret. Potete essere più o meno associati, ma più andate avanti, più il sonnambulismo si favorisce, e la persona vive sempre di più le sue sensazioni.

Pensate all’ultima volta che un film vi ha fatto perdere la cognizione del tempo. Ecco: il sonnambulismo è quello, ma senza schermo. Le scene che la persona vede risolvono il problema che ha nella vita. È un sogno a occhi aperti, che libera.

Il sonnambulismo può essere di abbandono — e allora abbiamo un’attivazione del vagale ventrale, la persona si piega in avanti — oppure in contemporanea con attivazione del simpatico, quando la persona si muove: allora agisce e fa. In entrambi i casi, la mente si apre e trova soluzioni.

Le regressioni appartengono al sonnambulismo. Con le regressioni le persone possono andare nella propria vita o nelle vite passate. Su questo punto di vista, il Prof. Dr. Paret mantiene una posizione prudente: «Diciamo che è un’esperienza che la persona vive, che è interessante, e che ogni cosa che esce dalla persona è significativa per la persona.»

Il sonnambulismo lucido e la crisi

Nel sonnambulismo lucido, la persona ha quasi una capacità di telepatia, di leggere e sentire in maniera incredibile le sensazioni degli altri. Questo succedeva davvero anche nello stato di fascinazione. Il Prof. Dr. Paret racconta un episodio:

«A volte negli stati di sonnambulismo il soggetto sente quello che dite. A me è successo una volta, senza parlare, con un soggetto a occhi chiusi: pensai “alza il braccio destro” — alzò il braccio destro; “alza il braccio sinistro” — alzò il braccio sinistro. E non avevo detto una parola. C’erano anche altre persone, che sono rimaste stupite. A volte c’è un’ipersensibilità.»

— Prof. Dr. Paret

La crisi, invece, è una reazione molto forte di liberazione. Si spiega con la teoria polivagale: è il sistema che si scarica. Può essere molto utile in casi molto difficili — abusi, traumi — che si affrontano meglio con il lavoro non verbale, perché con le parole si rischia di amplificare il problema. Nel lavoro non verbale, la persona si lascia andare e si libera gradualmente.

Letargia ed estasi: ricostituzione e trasformazione

La letargia è uno stato molto profondo di ricostituzione. Il Prof. Dr. Paret lo descrive come un livello «quasi quantico»: il corpo tocca il fondo e si rigenera. È il collasso profondo del sistema dorsale, ma come riposo assoluto, non come collasso patologico.

L’estasi è un livello ancora più alto. «Sotto un certo punto di vista è come se toccassimo l’amore infinito» — dice il Prof. Dr. Paret. Ci possono essere vari tipi di estasi, ed è sicuramente uno stato che chiunque dovrebbe vivere. Al ritorno dall’estasi certi comportamenti cambiano, si può avere una trasformazione anche globale, una trasmutazione.

Ciò che si vive in uno stato profondo lascia tracce nei comportamenti successivi. Nell’estasi, quelle tracce sono indelebili.

Come si riconoscono guardando la persona

Essendo stati legati a neurologie specifiche, sono facilmente distinguibili. Ecco i segni visibili:

  • In fascinazione, il soggetto è leggermente più rigido, soprattutto nelle fascinazioni ipnotiche. In quella magnetica, il segno è più sottile.
  • Nel sonnambulismo ventrale (di abbandono), la persona si piega in avanti.
  • Nella letargia, è profondamente rilassato, quasi assente.
  • Nell’estasi, può avere una catalessi, soprattutto a livello della schiena.

L’occhio allenato riconosce lo stato in pochi secondi. È una competenza che si affina con la pratica.

Come si conducono (procedura pubblicabile)

Il sonnambulismo si crea attivando progressivamente il plesso solare, e per questo i passi magnetici sono lo strumento migliore se vogliamo utilizzare l’ipnosi non verbale. È una procedura dolce, progressiva, che porta il sistema nervoso a uno stato di apertura.

Oppure si possono avere effetti di sonnambulismo diversamente: se uno in fascinazione chiude gli occhi, entra direttamente in sonnambulismo. È la via più rapida, quasi istantanea.

Il lavoro non verbale permette una grande libertà al soggetto di lasciar uscire qualsiasi cosa. Basta fare l’induzione, poi si chiede direttamente — anche senza dirgli di andare nel passato, lui è già nel passato. Utilizzando la fascinazione, guardiamo la persona negli occhi e dopo qualche istante possiamo chiederle dove si trova: ed è come se arrivasse direttamente nel passato. L’occhio diventa un mezzo per portare la persona nel passato, per riportarla in periodi antichi, e questo avviene in un istante: «questa è la cosa più stupefacente» — dice il Prof. Dr. Paret.

Una tradizione documentata

Questa mappa degli stati non è una novità. È una tradizione che affonda le radici nell’Ottocento, quando il magnetismo animale era praticato senza parole. Dalla Biblioteca storica della Scuola, tre testimonianze:

«Par magnétisme l’on ne doit pas entendre autre chose qu’une sorte d’équilibre de chaleur vitale que l’on cherche à établir entre deux individus.»

— Opuscolo ottocentesco sul magnetismo, fondo storico della Biblioteca

Trad: Per magnetismo non si deve intendere altro che una sorta di equilibrio di calore vitale che si cerca di stabilire fra due individui.

«On a prétendu que je n’avais pas assez expliqué les moyens que j’employais pour procurer aux malades le somnambulisme magnétique.»

— Memorie di un magnetizzatore dell’Ottocento, fondo storico della Biblioteca

Trad: Mi si è rimproverato di aver spiegato poco i mezzi che impiegavo per procurare ai pazienti il sonnambulismo magnetico. La reticenza dei vecchi maestri sui procedimenti è essa stessa un fatto storico.

«Il y a d’autres sommeils dont nous parlerons, comme dans la catalepsie, le coma et la léthargie.»

— Trattato medico ottocentesco, fondo storico della Biblioteca

Trad: Vi sono altri sonni di cui parleremo, come nella catalessi, nel coma e nella letargia.

La conoscenza di questi stati è quindi un patrimonio antico, riscoperto e sistematizzato dalla Scuola del Prof. Dr. Paret. Per approfondire la cornice teorica, si può consultare la voce enciclopedica Ipnosi non verbale.

Sicurezza

«Gli stati ipnotici sono tutti assolutamente sicuri» — afferma il Prof. Dr. Paret. E cita una fonte: il libro di Barber, Ipnosi: un approccio scientifico, che ha ricercato se ci fossero stati dei rischi con l’ipnosi, e non ne ha mai trovato nessuno.

Si può pensare all’ipnosi come a uno stato di guarigione naturale: uno stato in cui il corpo può recuperare naturalmente. Permette di tirare fuori risorse e di risolvere problemi naturalmente. Come sempre, l’ipnosi non sostituisce le cure mediche, ma può essere un complemento prezioso.

FAQ

Si può restare bloccati in uno stato?
No. Gli stati ipnotici sono naturali e transitori. Il sistema nervoso torna sempre a uno stato di equilibrio. La sensazione di blocco è un ricordo, non una condizione.

Tutti ci arrivano?
Sì, perché il corpo risponde prima delle parole. Il talento speciale conta meno di quanto si creda: l’unico compito dell’operatore è restare tranquillo.

Quanto dura uno stato?
Dipende. La fascinazione può durare pochi istanti; la letargia può prolungarsi per minuti. L’operatore accompagna il ritorno con la stessa dolcezza dell’ingresso.

Serve talento?
No. Serve pratica. La capacità di indurre questi stati si apprende, come si apprende a suonare uno strumento.

Che differenza c’è dall’ipnosi verbale?
L’ipnosi verbale è complementare. Alcune cose si fanno con le parole; per altre si può andare più in profondità, o arrivare ugualmente, senza usare le parole. Conoscere entrambe le strade rende l’operatore completo.

Oltre trent’anni di ricerca

La scuola del Prof. Dr. Paret lavora da oltre trent’anni su questi stati. Si tratta di praticare e di sentire. È una conoscenza rara, concreta e verificabile.

Per chi sente che la parola non basta, per chi cerca una via più diretta, per chi vuole completare la propria formazione: la porta è aperta. L’ingresso ai corsi passa da un breve colloquio, per selezionare ricercatori seri.

Il silenzio, il ritmo, la presenza: il silenzio e il ritmo sono gli strumenti. Le mani, la via sensoriale: il cosiddetto fluido e le mani. E la cornice storica, il Mesmerismus®.

Nessuna formula da imparare: il processo è naturale e passa sotto le parole.

Note e riferimenti scientifici

  1. Porges S. W., The polyvagal perspective, «Biological Psychology», 74(2), 2007, pp. 116-143. doi:10.1016/j.biopsycho.2006.06.009 — quadro teorico sul ruolo del vago nella regolazione degli stati di calma e di connessione sociale; è un modello discusso in letteratura, qui richiamato come chiave interpretativa e non come dato acquisito.
  2. Landry M., Lifshitz M., Raz A., Brain correlates of hypnosis: A systematic review and meta-analytic exploration, «Neuroscience & Biobehavioral Reviews», 81(A), 2017, pp. 75-98. doi:10.1016/j.neubiorev.2017.02.020 — rassegna sistematica dei correlati cerebrali degli stati ipnotici.
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