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Ipnotizzare senza parole: lo sguardo che apre la trance

Vi è mai capitato di incrociare uno sguardo ed accorgervi, per un istante, di aver perso il filo di ciò che stavate dicendo? La frase resta a metà, il corpo si ferma da solo ed il tempo sembra prendersi una pausa. Quel momento dura poco, ma dentro contiene già tutto ciò che serve per capire come si può ipnotizzare senza parole.

Nella Fascinazione la trance comincia prima che la persona abbia avuto il tempo di capire che cosa sta accadendo. È questo il punto che sorprende chi arriva dall’ipnosi verbale: la trance c’è già, e l’operatore ha soltanto riconosciuto il momento in cui è arrivata.

Che Cosa Accade Quando La Trance Comincia Prima Delle Parole?

Nell’ipnosi verbale l’operatore costruisce la trance con frasi, ritmo e suggestioni. Nell’ipnosi non verbale accade qualcosa di diverso: il rapporto magnetico si stabilisce per primo, ed il resto segue. Ad esempio nella Fascinazione l’attenzione della persona si restringe, la respirazione si fa più corta, il volto si immobilizza, ed in pochi secondi il corpo ha già risposto a qualcosa che la mente cosciente deve ancora nominare.

Il Prof. Dr. Marco Paret chiama questo passaggio ipnosi istantanea, perché l’ingresso in trance è immediato, di colpo, senza la lenta discesa dell’induzione classica. La persona continua apparentemente a stare nella situazione normale, mentre inconsciamente è già entrata in una trance ad occhi aperti.

È qui che l’ipnosi, categoria che tutti conoscono, apre su un territorio più ampio: quello del Magnetismo Animale, dove ciò che agisce è l’energia del rapporto, ed il primo strumento è la potenza dello sguardo.

Il Potere Dell’Occhio

Con un semplice sguardo si può, secondo un’espressione antica, quasi uccidere oppure vivificare. [1] L’immagine è forte, ma descrive qualcosa di osservabile ogni giorno: uno sguardo può gelare una conversazione, oppure aprirla; può far abbassare gli occhi ad una persona robusta, oppure farla sentire finalmente vista.

Nella pratica magnetica questo potere viene sviluppato con metodo. Lo sguardo dell’operatore si allena per essere fermo, interessato, dolcemente penetrante: sostiene il contatto senza sfidare, evitando di distogliersi ed evitando al tempo stesso di premere. Per questo il potere dell’occhio è l’opposto dello sguardo duro di chi vuole intimidire: quello chiude la relazione, mentre lo sguardo magnetico la apre e la tiene.

La differenza si sente nel corpo di chi riceve. Sotto uno sguardo che intimidisce la persona si contrae e cerca la via d’uscita. Sotto uno sguardo magnetico si ferma, si affida, e fra i due si stabilisce la simpatia: il respiro si fa più lento. È la stessa differenza che esiste fra essere fissati ed essere guardati.

La Presa Dello Sguardo E La Fascinazione Di Blocco

Vi è mai capitato di voler distogliere lo sguardo da qualcuno e di scoprire che, per qualche istante, riuscivate soltanto a restare?

“L’homme cherche à éviter ce regard qui l’obsède, ses efforts sont vains: il reste cloué sur place, l’œil rivé à la prunelle étincelante du fascinateur.” [2]

Questa è la presa dello sguardo: il momento in cui gli occhi dell’altro restano agganciati ai nostri ed il corpo entra in immobilità catalettica. Nella Fascinazione la si chiama anche Fascinazione di blocco, perché l’effetto più visibile è proprio questo: la persona resta ferma, il movimento volontario si riduce e la trance fascinatoria si installa senza che sia stata pronunciata una sola parola.

Donato, il fascinatore che nell’Ottocento riempiva le sale d’Europa, produceva catalessi quasi istantanee su persone mai magnetizzate, spesso in trenta secondi, con un semplice tocco e talvolta con un solo sguardo. [3] Le sue dimostrazioni furono studiate da medici e fisiologi, e proprio la rapidità del fenomeno costrinse la scienza del tempo a prendere sul serio ciò che chiamava Fascinazione.

Nel MESMERISMUS® questa presa è il primo passo della sequenza: prima si capta, poi si rassicura, poi si guida. Chi salta il primo passo e comincia subito a suggerire ottiene resistenza; chi lo compie ottiene un corpo che ha già detto sì.

“Induzione ipnotica immediata senza parole: solo Fascino” (Masterclass Magnetic Path, Scuola del Dr. Paret). Il soggetto entra in trance in pochi secondi, senza una parola: è il fenomeno descritto qui sopra, visto dal vivo.

Come Si Prepara L’Operatore?

Il segreto meno visibile dell’ipnosi non verbale sta prima che nello sguardo, nella disposizione interiore di chi lo rivolge.

L’operatore entra in una disposizione magnetica precisa: il corpo si raccoglie sull’asse, la respirazione scende nel basso ventre, la volontà diventa semplice ed unica, e la presenza magnetica acquista peso. È questa disposizione, prima ancora della tecnica, che passa nella relazione e modifica ciò che accade nell’altro. Due persone possono fissare gli stessi occhi nello stesso modo ed ottenere effetti opposti secondo la loro disposizione interiore.

Per questo nella Scuola l’allenamento comincia dal corpo dell’operatore, con esercizi semplici che sviluppano la stabilità dell’occhio, l’immobilità del volto e la sensazione interna che accompagna lo sguardo. La sensazione è il criterio: quando l’operatore sente il calore, il peso, l’irradiazione che parte da lui verso l’altro, lo sguardo è diventato magnetico; finché sente soltanto lo sforzo dei muscoli oculari, sta ancora fissando.

Un cronista dell’epoca di Donato, scettico, sosteneva che il pubblico scambiasse “un semplice sforzo di volontà sui propri muscoli oculari” per una potenza particolare e terribile dello sguardo. [4] Aveva ragione a metà: lo sforzo muscolare da solo produce infatti uno sguardo vuoto. Ciò che il pubblico percepiva era la volontà concentrata di un uomo che sapeva dove dirigerla.

Un Esercizio Per Cominciare

Hector Durville lo chiamava sviluppo del magnetismo oculare, ed è un esercizio probabilmente più antico, con cui da sempre si allena la stabilità dell’occhio. [8] Disegnare al centro di un foglio un cerchio nero di un centimetro di diametro e fissarlo al muro a circa un metro e venti di altezza. Sedersi comodi a due metri dal foglio, bene di fronte, e fissare il punto nero il più a lungo possibile, pensando soltanto a quello e senza permettere agli occhi di allontanarsene.

Nella nostra Scuola del Dr. Paret il criterio è la sensazione, più che la durata: l’esercizio ha fatto il suo lavoro nel momento in cui lo sforzo dei muscoli oculari cede il posto ad una fermezza tranquilla, e lo sguardo resta fermo senza tensione. Pochi minuti al giorno bastano. Portare poi quello sguardo dentro una relazione viva, dentro una situazione vera, è ciò che si impara in sala, con persone vere.

La Fascinazione Che Attrae

Pensate ad un momento in cui la presenza di qualcuno vi ha preso al punto da far scomparire, per un istante, tutto il resto della stanza. Lo sguardo si prolunga, diventa presa, la distanza sembra minore di quella reale, ed il tempo cambia ritmo.

Questa è la Fascinazione attrattiva, lo sguardo magnetico, la faccia dolce del potere dell’occhio: uno sguardo che seduce, attrae, ammalia. È la stessa forza che abbiamo nella Fascinazione di blocco, diretta ora però verso l’apertura invece che verso l’immobilità. Nella relazione personale è ciò che rende una persona improvvisamente più importante di tutte le altre; nella pratica magnetica è ciò che permette all’operatore di accompagnare la persona dentro la trance mesmerica con un invito, lasciandola libera.

Un uomo può, con un semplice gesto o con uno sguardo, muovere le fibre interiori di un altro e far vibrare le sue corde più segrete. [5] Chi ha vissuto una Fascinazione attrattiva, o ha visto alcuni nostri video, sa che la frase descrive quest’esperienza, e che quell’esperienza si lascia sviluppare.

Che Cosa Dice La Fisiologia?

In neuroscienze si parla di neurocezione. Significa che il sistema nervoso valuta se una persona è sicura o minacciosa prima che ne siamo coscienti, leggendone il volto, gli occhi, il ritmo del respiro e la postura. È una reazione primitiva del sistema nervoso autonomo, biologica, che precede ogni pensiero.

Lo sguardo magnetico lavora esattamente su questo livello. Un volto immobile ed uno sguardo fermo ma privo di minaccia mandano al sistema nervoso dell’altro un segnale contraddittorio ed insieme rassicurante: c’è un’attenzione totale su di me, ed è sicura. Il corpo risponde abbassando la difesa e restringendo l’attenzione, che è esattamente la porta della trance.

Questa lettura spiega il meccanismo, ma lascia da parte l’esperienza. Chi riceve lo sguardo sente infatti qualcosa che assomiglia ad un calore o ad una pressione leggera che arriva dall’altro, appunto una attrazione magnetica, ed è per questo che la pratica magnetica ha sempre parlato di energia, di fluido magnetico: la parola nomina ciò che si sente.

Dove Entra L’Ipnosi Senza Parole?

Le applicazioni dello sguardo magnetico sono più numerose di quanto sembri, perché ogni relazione umana contiene un momento in cui lo sguardo decide:

  • una trattativa importante, dove l’altro sceglie se fidarsi prima di aver letto una sola cifra;
  • il primo minuto davanti ad un gruppo, quando la sala decide se ascoltare;
  • una relazione personale, nel momento in cui due persone si guardano davvero;
  • una seduta ipnotica con una persona che resiste alle parole e cede al silenzio;
  • un intervento sul dolore, dove la Fascinazione terapeutica accompagna la persona fuori dalla morsa;
  • il lavoro con gli animali, che rispondono allo sguardo molto prima che alla voce.

Il Prof. Dr. Paret ricorda spesso che allo sguardo è stato connesso, nelle tradizioni più diverse, il potere di guarire. [6] Nella pratica del MESMERISMUS® questa è una delle applicazioni più delicate ed anche più belle: la Fascinazione con lo sguardo produce effetti benefici quando l’operatore porta nel proprio sguardo, insieme alla fermezza, la disposizione a fare del bene. Possiamo così rompere le trance quotidiane che viviamo, o che gli altri vivono.

Oltre La Trance: Dove Porta Lo Sguardo

Fin qui la soglia. Ma dietro quella soglia i gradi continuano, e cambiano natura.

Più il rapporto magnetico dura, più la persona scende di grado: la trance ad occhi aperti, la catalessia magnetica in cui il corpo mantiene la posizione da solo, il sonnambulismo magnetico in cui agisce e risponde restando immersa nella trance, ed in casi più rari l’estasi magnetica, con il volto che cambia ed il tempo che si ferma. Ogni grado ha i suoi fenomeni, e più si scende più diventano stupefacenti.

Alcuni di questi fenomeni superiori restano aperti: la lucidità sonnambulica, la sensazione di percepire oltre i confini ordinari dell’attenzione, ciò che la tradizione chiama seconda vista. La Scuola li esplora nella pratica e li racconta per quello che sono: esperienze che si ripetono con regolarità sufficiente ad essere osservate, ed abbastanza straordinarie da meritare di essere vissute prima che giudicate.

Che Cosa Studiare, E Perché Con La Scuola

Si arriva a questo studio da tre porte diverse, e conviene sapere da quale si entra. Chi pratica già l’ipnosi verbale cerca il modo di lavorare quando le parole trovano un muro, e lo trova nello sguardo. Chi comincia dal Magnetismo Animale parte invece dalla base comune, perché ciò che si allena nell’occhio si ritrova poi nel tocco, nel silenzio e nella voce. Chi viene da entrambe scopre la terza cosa, che è la più utile delle tre: la parola smette di dover convincere, perché il corpo dell’altro ha già accettato chi la pronuncia.

Nella Scuola del Prof. Dr. Marco Paret lo sguardo si insegna e si trasmette da decenni, con esercizi progressivi che partono dalla stabilità dell’occhio ed arrivano alla Fascinazione completa. Da qui il percorso continua in due direzioni. Chi vuole capire dove porta la pratica trova il passaggio decisivo nella crisi mesmerica (https://marcoparet.com/crisi-mesmerica/) e la figura che la governa in Arkeos, il direttore interno (https://marcoparet.com/arkeos-direttore-interno/); chi vuole sapere su quali fondamenta poggia il metodo lo trova nel suo retroterra filosofico (https://marcoparet.com/training/philosophy-background/). E chi preferisce vedere prima di leggere trova sul canale YouTube della Scuola molte fascinazioni dal vivo, che in pochi secondi mostrano ciò che qui è descritto in molte righe.

Domande Frequenti

Si può davvero ipnotizzare senza parole?

Sì. Prima che Braid coniasse la parola ipnosi, nel 1843, i magnetizzatori lavoravano già così: senza formule, con lo sguardo e con i passi magnetici. La Fascinazione appartiene a quella linea, ed è la ragione per cui funziona anche con chi non parla la vostra lingua, con chi è troppo razionale per farsi suggestionare, e perfino con gli animali.

Qual è la differenza fra sguardo ipnotico e Fascinazione?

Cambia il sistema nervoso di chi riceve. Lo sguardo ipnotico è più teso, e può innescare risposte primitive di allarme: la persona si immobilizza perché una parte di lei legge una minaccia. Lo sguardo magnetico lascia attivo il canale della sicurezza, e la persona si sente attratta invece che bloccata. Sono due usi dello stesso potere dell’occhio, con proporzioni diverse.

Chiunque può imparare la Fascinazione con lo sguardo?

Sì, ed il primo segnale arriva prima di quanto si creda: dopo qualche settimana di esercizio quotidiano l’occhio smette di affaticarsi ed il volto resta immobile da solo. Da lì in poi il progresso dipende dalle ore passate con persone vere, perché la disposizione si allena da soli mentre il rapporto magnetico si impara soltanto in due.

Quando La Persona Resta

Vi è mai capitato di sentire che qualcuno vi stava guardando ancora prima di alzare gli occhi?

Un solo sguardo può bastare a trasmettere un pensiero ed una volontà. [7] Ed è allora che la persona resta: non perché sia trattenuta, ma perché qualcosa in lei ha già scelto di restare, ed il corpo lo sa prima di lei.

Per questo nel MESMERISMUS® l’ipnosi senza parole si impara guardando ed essendo guardati, in una sala, con persone vere, finché la sensazione diventa affidabile. Le parole si possono spiegare.

Lo sguardo si può soltanto imparare.

Note E Riferimenti

[1] Marco Paret, Ipnosi Istantanea e lo sviluppo del potere dell’occhio, con applicazioni per l’Ipnosi, la Persuasione, la Terapia. La formula riprende un topos che attraversa la letteratura magnetica europea, dove il potere dell’occhio viene descritto insieme nella sua faccia distruttiva ed in quella curativa: la stessa ambivalenza che i trattati ottocenteschi ritroveranno nella Fascinazione di blocco ed in quella attrattiva. DB espressioni sguardo, ISI-CNV.

[2] Édouard Cavailhon, La Fascination magnétique, précédée d’une préface par Donato, Paris, 1882: “L’homme cherche à éviter ce regard qui l’obsède, ses efforts sont vains: il reste cloué sur place, l’œil rivé à la prunelle étincelante du fascinateur.” Biblioteca Magnetica ISI-CNV.

[3] Cavailhon, op. cit., elenco dei fatti osservati: paralizzare o cataleptizzare “presque instantanément (souvent en trente secondes) des personnes robustes, n’ayant jamais été magnétisées, et cela sans les endormir, par un simple toucher, quelquefois par un seul regard”. Biblioteca Magnetica ISI-CNV.

[4] Tradizione Donato, anonimo, in Il magnetismo animale (ed. Morselli): “È questo semplice sforzo di volontà sui proprii muscoli oculari che il pubblico scambia per una potenza particolare e terribile dello sguardo”. Testimonianza scettica coeva; Biblioteca Magnetica ISI-CNV.

[5] Cavailhon, op. cit.: “Qu’un homme puisse, d’un geste, d’un regard, remuer les fibres intérieures d’autrui, faire vibrer, au seul gré de sa volonté, les cordes les plus secrètes du prochain”. Biblioteca Magnetica ISI-CNV.

[6] Marco Paret, Ipnosi Istantanea, op. cit.: “allo sguardo è stato attribuito il potere di guarire”; “potere curativo che poteva essere effettuato con lo sguardo”. DB espressioni sguardo, ISI-CNV.

[7] Alfred Édouard D’Hont, in arte Donato (1845-1900), ufficiale di marina belga divenuto il fascinatore più discusso d’Europa: il verso apre il volume come dichiarazione di metodo, ed è la ragione per cui i suoi contemporanei parlarono di Fascinazione e non di sonno magnetico. Biblioteca Magnetica ISI-CNV.

[8] Hector Durville, Le Magnétisme Personnel ou Psychique. Éducation et Développement de la Volonté, Paris, 1905, capitolo sullo sviluppo del magnetismo oculare. Durville lo colloca fra gli esercizi di educazione della volontà, non fra le tecniche di induzione: la stabilità dell’occhio è per lui un effetto della volontà allenata, non la sua causa. Versioni molto simili circolavano già nei manuali della prima metà dell’Ottocento. DB esercizi_magnetisti, ISI-CNV (verbatim verificato sull’OCR).

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