Affascinare e attirare le persone è possibile: è una capacità che si impara. Chiamiamo magnetismo personale la qualità, desiderabile e profonda, di chi entra in una stanza e sente l’attenzione volgersi verso di sé prima ancora di parlare. Come dice il Prof. Dr. Marco Paret, «con la parola magnetismo indichiamo la capacità di affascinare e guidare». In questa pagina trovate il segreto di questa capacità, il modo per svilupparla e un esercizio da fare già stasera.
Molti pensano che il carisma sia un dono di nascita: si nasce magnetici oppure si resta invisibili. La nostra esperienza, con centinaia di allievi formati, dice il contrario: il magnetismo è facile una volta imparato e profondo. Ed è possibile per chiunque decida di partire da sé.
Che cos’è il magnetismo personale?
Il magnetismo personale è la forza tranquilla che rende una persona attraente, credibile e seguita. Il Prof. Dr. Paret distingue tre livelli nella comunicazione: il livello della tecnica, il livello della relazione, e «il magnetismo puro della comunicazione, il livello dove l’altro viene verso di noi». Nei primi due livelli siamo noi ad andare verso l’altro; nel terzo è l’altro che si avvicina, si apre, ci ascolta, ci cerca. È il livello che tutti riconoscono negli innamorati: «gli innamorati sono inconsapevolmente in perfetta sincronia, è come se eseguissero un balletto». Il magnetismo è quel balletto, esteso a ogni incontro della vita.
Perché alcune persone attirano senza sforzo?
Molti parlano di energia, e la vera energia è energia vitale. E vi è un vero segreto che la scienza è anche in grado, almeno in parte, di chiarire. La risposta sta nel corpo, prima che nelle parole. Quando incontriamo qualcuno, il nostro sistema nervoso decide in pochi istanti se quella persona ci mette a nostro agio — scientificamente si chiama neurocezione — e solo dopo la mente ascolta ciò che dice. Le persone magnetiche trasmettono sicurezza e calma con la presenza, con lo sguardo e con il respiro: il corpo dell’altro si rilassa, e da quel rilassamento nasce la fiducia. La scienza conferma questo meccanismo — la teoria polivagale di Stephen Porges descrive il circuito che regola la connessione sociale (vedi le note in fondo) — e la tradizione lo conosceva da due secoli: i magnetizzatori lo chiamavano rapport. Come sintetizza il Prof. Dr. Paret: «la teoria polivagale ha scoperto che esiste una parte del sistema nervoso deputata alla connessione. A questo punto: il magnetismo». Ma come far sì, quindi, che il nostro corpo trasmetta in tal modo?
Qual è il vero segreto del magnetismo?
Il segreto è che il magnetismo nasce dalla relazione e dal corpo, prima delle parole. Chi cerca la frase giusta lavora sull’ultimo anello della catena; chi lavora sulla presenza, sullo sguardo e sul respiro lavora sul primo. La chiave nascosta è essere in un modo diverso: presenza, cioè la qualità di chi è interamente qui; sguardo, la finestra attraverso cui la presenza si manifesta; respiro, il veicolo che porta la presenza nel corpo. Quando questi tre elementi sono allineati, l’altro sente una calma che lo attira. Il suo sistema nervoso percepisce congruenza, e nessun allarme. È come una magia: l’influenza viene sentita perché il nostro sistema nervoso va naturalmente nella direzione della maggiore sicurezza. Il Prof. Dr. Paret lo dice ai suoi allievi con una frase semplice: «partite da voi. Le tecniche funzionano, ma fino a un certo punto. Il segreto è nel trasformare noi stessi».
«Eco posturale = ricalco. Tali comportamenti passano normalmente dal copiare i segnali esteriori a copiare la respirazione.» — Prof. Dr. Marco Paret, dispense del MASTER
Il magnetismo è il passo successivo: quando il nostro stato è calmo e pieno, il respiro dell’altro si accorda al nostro senza che nessuno lo decida. Ed è a questo punto che si manifestano effetti che sembrano telepatia, anche se basati su una sensibilità estrema alla comunicazione non verbale: si intuisce ciò che l’altro sta per dire, si sente quando è pronto ad aprirsi, si coglie il momento giusto per proporre.
Come si sviluppa il magnetismo personale?
Il magnetismo si sviluppa con un lavoro semplice ma preciso sul proprio corpo e sulla propria presenza. I pilastri sono quattro, e ciascuno si allena.
La presenza. Si coltiva con esercizi di radicamento e consapevolezza: sentire i piedi a terra, il peso del corpo, il centro all’altezza del plesso solare. Chi è presente attira, perché è raro: la maggior parte delle persone è altrove, nei pensieri, nel telefono, nel risultato da ottenere. La presenza, se coltivata, permette anche di arrivare a stati di coscienza superiori.
Lo sguardo e la fascinazione. Nella nostra Scuola lo sguardo si trasforma da organo di percezione a organo di comunicazione. Uno sguardo morbido e fermo, che accoglie invece di scrutare, trasmette sicurezza, calma, autorità, calore. La fascinazione istantanea attraverso lo sguardo è uno dei patrimoni esclusivi del nostro insegnamento. Se guardate i nostri video potete vedere come le persone entrino in pochi istanti in stati di trance.
Il respiro che risveglia il sistema nervoso parasimpatico ventrale. Il sistema nervoso parasimpatico ventrale è legato alla sensazione di connessione. Il respiro regola il nostro stato interno e, di conseguenza, il campo relazionale. Un respiro lento e basso dice al nostro sistema nervoso — e a quello dell’altro — che l’ambiente è sicuro. Il parasimpatico, ricorda il Prof. Dr. Paret nei suoi seminari, «reagisce moltissimo al magnetismo».
L’energia interiore. È il livello più profondo, quello che i magnetizzatori conoscevano bene: la sensazione di pienezza e di calore che si sviluppa con la pratica e che l’altro percepisce come attrazione. Qui il lavoro si fa in aula, dal vivo, perché si trasmette da corpo a corpo. Nei nostri gruppi le persone si ritrovano trasformate.
Un avvertimento affettuoso dal Prof. Dr. Paret: «il non concettualizzare è fondamentale: questa disciplina non è per chi ragiona troppo concettualmente sulle cose». Non ragionare è inteso qui come ascoltare la nostra voce interna e la nostra intuizione. Il magnetismo si sviluppa praticando, e chi pratica ogni giorno anche cinque minuti va più lontano di chi legge dieci libri.
Che cosa diventa possibile
Con il magnetismo personale l’impossibile diventa possibile in campo relazionale. È possibile che un colloquio di affari si concluda positivamente, che un incontro si muova meglio, che una persona vi chiami e vi faccia una sorpresa. È possibile che chi vi ascolta vi dia più spazio, vi interrompa meno e ricordi le vostre parole. È possibile che una trattativa difficile si sciolga in pochi minuti, che un figlio agitato si calmi quando voi rallentate prima di parlare, che un collega sulla difensiva si apra. È possibile sentirsi, per la prima volta, pienamente se stessi in una stanza piena di gente. E tutto questo con meno fatica, perché il magnetismo è l’opposto dello sforzo: è ciò che resta quando lo sforzo se ne va.
L’esercizio di stasera
Ecco l’esercizio base per sviluppare il potere fascinativo, come lo presenta il Prof. Dr. Paret nel suo libro Ipnosi istantanea e fascinazione: è un procedimento conosciuto da chiunque si sia occupato di magnetismo.
«Di fronte allo specchio, in piedi, si fisserà la lastra con intensità là dove l’immagine riflette la base del naso tra gli occhi. È questo un procedimento conosciuto da chiunque si sia occupato di magnetismo, ed eseguito a periodi sempre più lunghi di tempo, badando di non chiudere le palpebre, allena in breve tempo l’occhio dandogli la necessaria resistenza senza che vi sia bisogno di forzarlo.» — Marco Paret, Ipnosi istantanea e fascinazione
Come si fa, stasera: in piedi davanti allo specchio, spalle sciolte, respiro lento e basso. Fissate il punto alla base del naso della vostra immagine, tra gli occhi, senza chiudere le palpebre, per un minuto; nei giorni seguenti allungate a poco a poco. Due regole del libro: restare saldi e presenti a se stessi, senza farsi dominare dall’immagine, e «guardare per primi». Il criterio per sapere se state progredendo è osservabile: lo sguardo regge più a lungo senza sforzo e, nelle conversazioni del giorno dopo, l’altro vi guarda più a lungo, vi dà più spazio e vi interrompe meno.
Da dove viene questo sapere?
Il magnetismo ha una storia antica e documentata. Già gli antichi alchimisti parlavano di come i fascinatori influenzavano le persone con lo sguardo. Nel 1779 Franz Anton Mesmer pubblicava le sue proposizioni sul magnetismo animale, e i suoi allievi — Puységur, du Potet — descrissero con precisione il rapport, la connessione profonda tra magnetizzatore e magnetizzato. La linea è arrivata fino a noi passando per Donato, Erminio Di Pisa e Virgilio Torrizzano: ogni insegnante di mesmerismo odierno nel mondo deriva da questa genealogia, che il Prof. Dr. Paret custodisce e trasmette. Come dice lui stesso, «due secoli prima della PNL e della polivagale, loro avevano già capito tutto».
«Il existe une influence mutuelle entre les Corps Célestes, la Terre et les Corps Animés.» — Franz Anton Mesmer, Mémoire sur la découverte du magnétisme animal, 1779, proposizione I
Oggi rileggiamo questa tradizione con gli strumenti della scienza contemporanea, e la scienza ci dà la credibilità; ma il magnetismo resta un’arte del corpo, che si impara con il corpo. «Si tratta di scoprire un mondo nuovo.»
Che cosa si impara nel percorso della Scuola
Nei nostri seminari il magnetismo personale si impara in laboratorio, con esercizi a due, sotto lo sguardo di chi ha già percorso la strada. «Insegniamo il lavoro con l’occhio come fascinazione, un’arte che nessun altro trasmette, e i tre sistemi per accelerare il magnetismo», dice il Prof. Dr. Paret. Il lavoro sull’occhio è uno dei momenti più intensi del percorso: si scopre quanto l’occhio umano possa trasmettere. I tre sistemi per accelerare il magnetismo sono tecniche precise per entrare rapidamente in stato di presenza e mantenere la qualità magnetica anche sotto stress. Il tocco magnetico e i passi magnetici completano la formazione avanzata. Un corso di public speaking lavora sulle parole; noi lavoriamo su ciò che viene prima delle parole. Chi vuole vedere il percorso completo trova qui la formazione in mesmerismo e la pagina sulla presenza magnetica.
Il limite che rende il magnetismo pulito
Il magnetismo attira; la guida conduce. Entrambi restano legittimi finché l’altro può scegliere di non seguire: il segno che si è oltre il confine è che si nasconde la direzione. Il magnetista serio si ferma dove l’altro chiede di fermarsi, e il suo fine è che l’altro stia meglio. Come si dice nei nostri corsi, si guidano le persone «per un percorso di trasformazione più che per aggiustare una cosa».
Domande frequenti
Il magnetismo personale si può imparare o si nasce con esso?
Si impara. Alcune persone lo hanno sviluppato senza saperlo, ma possono sempre migliorarlo; tutte le altre possono svilupparlo con un lavoro preciso su presenza, sguardo, respiro ed energia interiore.
Quanto tempo ci vuole per vedere i primi risultati?
I primi segnali — più spazio nelle conversazioni, meno interruzioni, più attenzione — si osservano già dai primi esercizi. La qualità magnetica stabile si costruisce con la pratica quotidiana e con il lavoro in aula.
Che cosa c’entra il magnetismo con l’ipnosi non verbale?
Sono la stessa arte a gradi diversi: il magnetismo apre la relazione e attira; l’ipnosi non verbale usa quella relazione per produrre stati profondi e risolvere problemi. Chi sviluppa il magnetismo ha già la base di tutto il resto.
Serve conoscere la PNL?
No. Chi conosce il ricalco e la guida della PNL riconosce nel magnetismo il livello successivo (ne parliamo nella pagina sul rapport e il segreto del magnetismo); chi parte da zero parte dal corpo, che è il posto giusto.
Ambito e limiti
Il magnetismo personale è uno strumento di comunicazione, presenza e crescita personale e professionale.
Note e riferimenti
Teoria polivagale. Porges, S. W. (2007). «The polyvagal perspective». Biological Psychology, 74(2), 116–143; Porges, S. W. (2011). The Polyvagal Theory. New York: Norton. Descrive il ruolo del nervo vago ventrale negli stati di sicurezza e connessione sociale: una chiave di lettura parziale ma utile; la pratica eccede la teoria.
Sincronia e attrazione. Chartrand, T. L. & Bargh, J. A. (1999). «The chameleon effect: The perception-behavior link and social interaction». Journal of Personality and Social Psychology, 76(6), 893–910: l’imitazione non consapevole di posture e gesti aumenta simpatia e fluidità dell’interazione.
Tradizione. Mesmer, F. A. (1779). Mémoire sur la découverte du magnétisme animal. Genève/Paris: Didot; Puységur, A. M. J. de Chastenet de (1784). Mémoires pour servir à l’histoire et à l’établissement du magnétisme animal; Deleuze, J. P. F. (1813). Histoire critique du magnétisme animal. Paris: Mame; Paret, M., Ipnosi istantanea e fascinazione. Per la parte scientifica del rapport rimandiamo alla nostra pagina I segreti del rapport e al rapport magnetico.
Se vi siete mai sentiti invisibili, sappiate che il magnetismo non è riservato a pochi eletti: è una qualità che si sviluppa. Partite da voi. Il resto lo scoprirete in aula.