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Presenza magnetica: il vero segreto del carisma che non ha bisogno di parole (Mesmerismus®)

Quale è il segreto per cui c’è chi entra in una stanza e la stanza se ne accorge? La parola «presenza» evoca, nel linguaggio comune, carisma, autorevolezza, ascendente. Noi chiamiamo presenza magnetica quella capacità di abitare il proprio corpo, dirigere l’attenzione e creare quella sensazione di centratura che gli altri percepiscono prima delle parole. È densità corporea tangibile, che si esprime quando entrate e rallentate il passo, sentite l’appoggio dei piedi, incontrate gli sguardi con naturalezza — e trasmettete aria di professionalità e padronanza. Idem quando parlate con qualcuno: respirate con regolarità, ascoltate fino in fondo, lasciate che postura e voce sostengano ciò che dite — e vi si dà naturalmente più spazio. Ovvio che chi sviluppa questa via possa avere successi, e troviamo alcuni di questi elementi in tutte le persone di successo. Stiamo scoprendo con questi esempi la base del carisma vero, quello che trasmette verità ed agisce subliminalmente. Questa è una capacità che si impara: nel Mesmerismus® del Prof. Dr. Marco Paret tale importante capacità si allena con un lavoro preciso e potente su corpo, sguardo, respiro e attenzione. In questa pagina trovate il suo segreto, il metodo della Scuola e un allenamento da cominciare già stasera.

La presenza magnetica è di tutti: chi la possiede per natura può raffinarla, chi si è sempre sentito trasparente la scopre in pochi giorni di pratica. Il beneficio è immediato: più efficacia, più sicuri, più presenti e penetranti nelle relazioni che contano.

La presenza magnetica nella vita quotidiana

Avete bisogno di svilupparla? Sicuramente sì, ma non è detto che ve ne rendiate conto. Ecco come capirlo. Potete capire come la vostra presenza venga già percepita, in ogni interazione: si vede da come gli altri vi lasciano lo spazio, da quanto vi interrompono se vi interrompono, da quanto ricordano le vostre parole. Chi manca di presenza lo sente in situazioni precise — la voce che si perde nelle riunioni, l’idea buona che resta inascoltata finché la ripete qualcun altro, il corpo che si irrigidisce proprio quando servirebbe essere fluidi. E chi la possiede lo riconosce da un segnale semplice: quando parla, il silenzio si fa attorno alla sua voce. La buona notizia è che tra i due stati la differenza è concreta e possiamo cambiare il lato da cui stiamo: la chiave sta nell’attenzione, nella consapevolezza del corpo, nei segnali non verbali. È esattamente il terreno su cui lavora la nostra Scuola. Ma qual è il vero segreto? Entriamo.

Come il Mesmerismus® porta al carisma incarnato

Il segreto è che la presenza è uno stato fisiologico del corpo, cioè un qualcosa che sentiamo dentro, prima che un atteggiamento mentale. La nostra società è dominata dall’attenzione all’esterno ed a quello che facciamo consciamente, ma in questo settore questa chiave da sola arriva a metà strada. I consigli che si trovano ovunque — ascoltare con attenzione, curare la postura, pensare positivo — sono giusti: descrivono come si comporta chi è presente. Ma descrivere un comportamento è solo metà del lavoro; l’altra metà, quella che quasi nessuno insegna ed è la più utile, è generare lo stato da cui quel comportamento nasca da solo. In altre parole, noi stiamo spiegando come far sì che venga raggiunto un più alto livello di performance spontaneamente. Nella nostra disciplina Mesmerismus® la presenza è definita come il contenitore, lo spazio che permette di manifestare pienamente l’energia vitale: quando il contenitore è centrato si riempie naturalmente, lo sguardo diventa più intenso, la voce si adatta alla situazione, i gesti si fanno lenti e perfetti, senza che dobbiate ricordarvi di farlo. Esse quam videri, dicevano i latini: essere, più che apparire.

«La presenza è un’arte e deve mirare a creare un porto tranquillo in sé.» — Prof. Dr. Marco Paret, dispense del MASTER

Il porto tranquillo è l’immagine giusta: ed inoltre la presenza magnetica è un porto in cui gli altri desiderano entrare. Le leve su cui il Prof. Dr. Paret fa lavorare i suoi allievi con esercizi specifici sono cinque, e concorrono a un unico risultato: centratura, qualità dello sguardo, tono corporeo, respiro e direzione dell’attenzione. Qualità da esplorare ed esercitare. Come dice il Prof. Dr. Paret, «partite da voi. Le tecniche funzionano, ma fino a un certo punto se praticate senz’anima. Diventano inarrestabili se voi lavorate su voi stessi. Il segreto è nel trasformare noi stessi». E ognuna di queste leve ha i suoi segnali percepibili: li vediamo ora.

Centratura, sguardo e voce: i segnali che rendono la presenza percepibile

La centratura. Si comincia dai piedi: il contatto con la terra, il peso del corpo, il centro all’altezza del plesso solare. Il simbolo che usiamo nei seminari, il punto nel cerchio, parte da qui: CENTRO — «ogni nostra azione parte da noi stessi» — poi CALMA, CONCENTRAZIONE, OBIETTIVO, VOLONTÀ. I primi esercizi permettono da subito di sentire la differenza: il corpo si ferma, la mente lo segue.

Lo sguardo. Uno sguardo diretto è il segno più immediato della presenza. Molti hanno lo sguardo sfuggente; ed è stato osservato in psicologia che gli estroversi stabili sono quelli che fissano di più. Come tutte le abilità, anche lo sguardo si può rinforzare, e questo produce anche un cambiamento di personalità. Un esercizio che facciamo per rinforzare lo sguardo e mantenerlo diretto è l’osservazione di un punto fisso senza battere le palpebre, che ha dei risultati molto forti: è, nelle parole del Prof. Dr. Paret, «un esercizio per rafforzare gli occhi e rinforzare la volontà», ed è il primo passo verso i misteri della fascinazione: nei nostri video potete vedere che cosa diventa lo sguardo allenato. In ipnosi, pochi secondi di sguardo possono creare una trance profonda: era la tecnica del mitico Donato, ipnotizzatore del 1900 che fascinava platee intere. Ed è un fatto misurabile: il contatto oculare cattura l’attenzione e modifica l’elaborazione dell’altra persona — si osservano variazioni della conduttanza cutanea e della dilatazione pupillare[4].

La voce e il respiro. La voce della persona presente è diversa, questo perché spesso la nostra voce tradisce allarme. Un respiro lento e basso comunica al vostro sistema nervoso — e a quello di chi vi ascolta — che l’ambiente è sicuro; la voce, appoggiata su quel respiro, scende di tono e si fa più chiara. È la coerenza tra i segnali, più che il volume, a rendere la presenza percepibile.

La visione allargata. Nell’uomo magnetico, ricorda il Prof. Dr. Paret, «visione laterale e visione centrale sono contemporanee»: concentrati su chi si ha davanti ed allo stesso tempo padroni dell’intera stanza. Le neuroscienze delle pratiche contemplative la descrivono come compresenza di attenzione focalizzata e monitoraggio aperto[5]. È lo stato dei grandi attori, dei grandi maestri, dei fascinatori — e si può apprendere. Come? La Scuola ha sviluppato una serie di passaggi semplici ed efficaci:

Il Metodo Paret™ — Presenza Integrale™

Il Prof. Dr. Paret ha distillato un protocollo originale, il Metodo Paret™ — Presenza Integrale™: la presenza portata a metodo, con quattro elementi precisi e replicabili. Il principio: la presenza è uno stato da riconoscere nel corpo, allenare nella pratica e trasferire nell’azione. «Quante volte pensate di essere lì, ma in realtà siete tra i vostri pensieri, pensate a quello che dovete fare dopo, quello che avete fatto prima? In realtà non siete lì. E non essere lì è problematico, perché in quello stato avete meno magnetismo, meno forza personale.» I pensieri, insegna, costruiscono col tempo una «cittadella» che dimentica l’Io vero: la Presenza Integrale™ è la via del ritorno. E il punto d’accesso — questa è la differenza con gli altri approcci di mindfulness — non è il respiro come oggetto mentale: è il corpo, il senso cinestesico, come dice Aristotele «il senso più primitivo di tutti»[9].

1. Le Cariche. Chiamiamo in questo modo esercizi di respiro il cui scopo non è controllare la respirazione, ma prendere coscienza del corpo: l’attenzione sale dai piedi alla testa e ridiscende, e il respiro rivela tensioni, flussi di energia, vitalità. «Il compito è essere coscienti, solamente coscienti.»[10]

2. Il Punto di Riferimento. Fissare con sguardo aperto e morbido un punto stabile nello spazio, a occhi aperti, anche mentre si agisce e si parla: «la voce diventa più chiara, più staccata nel momento in cui mantenete coscienza di voi stessi mentre parlate». È l’ancora che rende la presenza visibile: nello sguardo, nella voce, nel tono[11].

3. Lo Stop. L’elemento più originale del metodo: un’interruzione volontaria e breve di qualsiasi azione, pensiero o reazione in corso. Pausa attiva, non immobilità: «aprire lo sguardo vivo, sentire le sensazioni che entrano — cinestesico, peso». È il passaggio dal pilota automatico alla scelta[12].

4. L’Hara e la Verticalità. Il centro vitale nel basso addome (hara, tan t’ien) e l’asse testa-piedi (la verticalità, il simbolismo dell’obelisco): trovare il peso del corpo e la verticale «è ogni volta un’istruzione alla propria mente inconscia». Le tradizioni orientali e quelle occidentali convergono esattamente qui, e questo radicamento rende la presenza incarnata anziché mentale.

Perché tutto questo conta per il magnetismo? Il Prof. Dr. Paret lo dimostra in aula con un esperimento: «Mettiamo una persona su una sedia e le facciamo ricevere la stessa tecnica tre volte. La prima: l’operatore pensa ai fatti suoi. La seconda: si concentra sulla persona con empatia. La terza: l’operatore è in stato di presenza. Il soggetto percepisce sempre il terzo passaggio come il migliore. Eppure la tecnica era identica.» Lo stato interno si trasmette, direttamente: la presenza è la competenza di base che amplifica ogni tecnica. Ed egli distingue con precisione la presenza dall’empatia: l’empatia, pur nobile, disperde energia; la presenza mantiene vitali, ricettivi ed efficaci. «Quando sei in stato di presenza, sei privo di pensiero. Non vuol dire essere tra le nuvole: vuol dire che ascolti davvero, perché la tua mente non è altrove.»

Nelle conversazioni, nella leadership e nelle professioni relazionali

Con la presenza magnetica l’impossibile diventa possibile nelle situazioni che contano. Nelle conversazioni: è possibile che le vostre pause pesino più delle parole degli altri — pensate all’ultima riunione in cui un vostro punto è passato inosservato: con il corpo calmo e lo sguardo fermo, quella stessa frase si ascolta. In chi guida persone: è possibile che vi si chieda un parere prima di decidere, perché chi è centrato dà sicurezza al gruppo. Nelle professioni relazionali — vendita, formazione, cura — è possibile vedere l’interlocutore rilassarsi davanti a voi e aprirsi: l’esperimento delle tre volte lo mostra, è lo stato dell’operatore che fa la qualità dell’incontro.

E vi sono gli effetti che stupiscono, quelli che i libri di magnetismo riportano da due secoli e che i praticanti avanzati conoscono. Se sviluppate a fondo questa capacità, potete entrare in un locale e vedere qualcuno voltarsi verso di voi senza che l’abbiate chiamato, come attirato da una corrente. Potete parlare a una platea e vedere le prime file entrare in uno stato di attenzione così assorta da somigliare a una trance leggera: era il pane quotidiano di Donato. Può capitare che una persona appena conosciuta senta il bisogno di confidarvi cose che non dice a nessuno, perché il vostro corpo le ha comunicato sicurezza prima di ogni parola. Può capitare che un interlocutore si fermi a metà della frase quando incontrate il suo sguardo nel momento giusto. E i magnetizzatori dell’Ottocento calmavano con la sola presenza anche gli animali agitati — i cavalli, i cani — che alle parole sono immuni: la prova più pulita che ciò che agisce viene prima del linguaggio. Effetti di questo livello non capitano ogni giorno; ma sono nel range delle possibilità di chi pratica, e quando capitano non si dimenticano. Ed è possibile, per chi va oltre, arrivare agli stati di coscienza superiori che la presenza apre. Immaginate una giornata in cui non dovete inseguire l’attenzione di nessuno, perché l’attenzione viene da voi.

L’allenamento di stasera

Stasera, prima di una conversazione qualsiasi, fate questo: fermatevi tre secondi sulla soglia — è già lo Stop del metodo. Sentite i piedi, il peso, il centro all’altezza del plesso solare. Un respiro lento e basso. Poi entrate, e per le prime tre frasi parlate più lentamente del solito, tenendo lo sguardo morbido su chi vi ascolta: è il Punto di Riferimento portato nella vita. Domattina aggiungete l’osservazione del punto: un punto fisso davanti a voi, sguardo fermo senza forzare, un minuto, restando presenti a voi stessi. Il criterio osservabile arriva da subito: l’altro vi guarda più a lungo, vi interrompe meno, e voi vi accorgete di non aver pensato a nient’altro mentre parlavate. Quella è la presenza che si installa.

Corpo, attenzione e regolazione: una lettura fisiologica della presenza

Perché accade quanto detto sopra? Cioè, perché il Metodo è così valido? Che cosa accade, nel corpo, quando una persona presente entra facilmente in relazione? La scienza offre alcune chiavi. Il sistema nervoso di chi ci incontra valuta in pochi istanti se siamo una presenza sicura — il termine tecnico esatto è neurocezione — e, quando percepisce calma e coerenza, attiva il circuito dell’ingaggio sociale: il volto si distende, l’ascolto si apre[2]. I neuroni specchio fanno da ponte: lo stato dell’uno risuona nell’altro[3]. E durante l’interazione la fisiologia di due persone può letteralmente sincronizzarsi — respiro, battito, conduttanza cutanea[6] — mentre la respirazione lenta sposta il sistema verso la calma regolata[7]. Sono letture parziali ma utili: distinguono ciò che è esperienza formativa da ciò che è prova sperimentale, e la pratica eccede la teoria. Per noi contano come conferma di ciò che la tradizione sapeva fare.

Dalle tradizioni magnetiche al Mesmerismus® contemporaneo

Ed è vero: la presenza come primo requisito è un insegnamento antico. I fascinatori della tradizione europea la coltivavano prima di ogni lavoro con l’energia; i magnetizzatori dell’Ottocento la trasmettevano da maestro ad allievo; la sociologia del carisma, molto più giovane, ha descritto dall’esterno ciò che quella linea insegnava da dentro[1]. In Italia la trasmissione è passata per Donato, Erminio Di Pisa e Virgilio Torrizzano, e da loro è arrivata al Prof. Dr. Paret, che l’ha resa metodo con il Mesmerismus®: ogni insegnante certificato di Mesmerismus® nel mondo deriva da questa genealogia, che il Prof. Dr. Paret custodisce e trasmette. Questa è la nostra forza, ed è il nostro manifesto: una tradizione e un lignaggio, connessi alle più moderne neuroscienze, senza rinnegare nulla — e con l’impegno di studiarli ancora più a fondo.

Che cosa si impara nel percorso della Scuola

Nei nostri seminari la presenza si costruisce progressivamente, con esercizi a due e con il lavoro di gruppo, da maestro ad allievo: è la maniera migliore di imparare, perché la presenza si calibra davanti a una persona vera, sotto lo sguardo di chi ha già percorso la strada. Tutto ciò che insegniamo ha una ragione precisa, che spieghiamo e facciamo sperimentare: il radicamento, lo sguardo fermo, la visione allargata, il respiro che trasmette sicurezza, i quattro elementi della Presenza Integrale™, e poi i livelli superiori — la fascinazione e i tre sistemi per accelerare il magnetismo. Chi ha già una dote naturale la porta a un livello superiore; chi parte da zero trova il proprio livello di accesso dal primo giorno. Il percorso completo è nella pagina sulla formazione in Mesmerismus®, e la presenza si nutre dell’energia vitale e del magnetismo personale.

Il limite che rende la presenza pulita

La presenza magnetica attira senza costringere: l’altro resta libero. L’esperto di Mesmerismus® usa la propria presenza per il bene di chi ha davanti e si ferma dove l’altro chiede di fermarsi: si guidano le persone «per un percorso di trasformazione più che per aggiustare una cosa».

Domande frequenti

Presenza magnetica e carisma sono la stessa cosa?

La presenza magnetica è la radice del carisma: gli studi scompongono il carisma in presenza, potere e calore, e la presenza viene prima[1]. Nel Mesmerismus® la coltiviamo come stato del corpo, con metodi propri, e da lì potere e calore emergono da soli. Vi è poi una presenza integrale, che è un livello ancora superiore e che permette di arrivare al risveglio di sé stessi e delle proprie capacità latenti.

Sono timido e introverso: posso svilupparla?

Sì, e spesso con risultati migliori: la presenza magnetica è silenziosa per natura. Gli introversi che la sviluppano scoprono di avere già la metà del lavoro — la capacità di stare — e imparano l’altra metà, l’irradiare.

Quanto tempo ci vuole?

I primi esercizi danno da subito un cambiamento percepibile — lo sguardo che regge, la voce che scende, gli altri che interrompono meno. La presenza stabile si costruisce con la pratica quotidiana e con il lavoro in aula.

Che differenza c’è con la mindfulness?

La mindfulness allena l’attenzione per sé; la presenza magnetica del Mesmerismus®, grazie alla particolare attenzione al corpo, ha una base che permette di fare con la presenza. In questo modo può essere orientata alla relazione: si è presenti per irradiare ed entrare in contatto. Da questa impostazione nasce il nostro protocollo, il Metodo Paret™ — Presenza Integrale™: una mindfulness a punto d’accesso corporeo, con quattro elementi propri — le Cariche, il Punto di Riferimento, lo Stop, l’Hara e la Verticalità.

Ambito e limiti

La presenza magnetica, nel Mesmerismus®, è una via di comunicazione, autorevolezza personale, benessere e crescita, che la nostra Scuola insegna nella sua forma tradizionale e nella rilettura moderna del Prof. Dr. Paret.

Note e riferimenti

[1] Fox Cabane, O. (2012). The Charisma Myth. New York: Portfolio/Penguin — presenza, potere e calore come componenti allenabili del carisma; Weber, M. (1922). Wirtschaft und Gesellschaft — il concetto di autorità carismatica.
[2] Porges, S. W. (2007). «The polyvagal perspective». Biological Psychology, 74(2), 116–143 — neurocezione e sistema di ingaggio sociale.
[3] Rizzolatti, G. & Craighero, L. (2004). «The mirror-neuron system». Annual Review of Neuroscience, 27, 169–192 — la risonanza tra persone.
[4] Senju, A. & Johnson, M. H. (2009). «The eye contact effect: mechanisms and development». Trends in Cognitive Sciences, 13(3), 127–134; Hietanen, J. K. (2018). «Affective eye contact: an integrative review». Frontiers in Psychology, 9, 1587.
[5] Lutz, A., Slagter, H. A., Dunne, J. D. & Davidson, R. J. (2008). «Attention regulation and monitoring in meditation». Trends in Cognitive Sciences, 12(4), 163–169.
[6] Palumbo, R. V. et al. (2017). «Interpersonal Autonomic Physiology: A Systematic Review of the Literature». Personality and Social Psychology Review, 21(2), 99–141.
[7] Laborde, S. et al. (2022). «Effects of voluntary slow breathing on heart rate and heart rate variability». Neuroscience & Biobehavioral Reviews, 138, 104711 — meta-analisi di 223 studi.
[8] Paret, M. (2007). Chiavi e Simboli del Mesmerismus. NLP International Ltd, ISBN 978-99931-5-004-6; Paret, M., L’Energia Segreta della Mente; Paret, M., Ipnosi istantanea e fascinazione.
[9] Kabat-Zinn, J. (1994). Wherever You Go, There You Are. New York: Hyperion — la mindfulness come consapevolezza momento per momento senza giudizio; Craig, A. D. (2009). «How do you feel — now? The anterior insula and human awareness». Nature Reviews Neuroscience, 10(1), 59–70 — l’interocezione come via della consapevolezza: il punto d’accesso corporeo della Presenza Integrale™.
[10] Zaccaro, A. et al. (2018). «How breath-control can change your life: a systematic review on psycho-physiological correlates of slow breathing». Frontiers in Human Neuroscience, 12, 353; Farb, N. et al. (2013) — attenzione interocettiva e regolazione emotiva.
[11] Brewer, J. A. et al. (2011). «Meditation experience is associated with differences in default mode network activity». PNAS, 108(50), 20254–20259 — l’attenzione ancorata riduce il vagare della mente.
[12] Posner, M. I. & Petersen, S. E. (1990). «The attention system of the human brain». Annual Review of Neuroscience, 13, 25–42 — l’inibizione volontaria e l’attenzione esecutiva alla base dello Stop.

Le chiavi scientifiche restano letture parziali ma utili: la pratica eccede la teoria. Per la parte scientifica del rapport: I segreti del rapport.

Se vi siete mai sentiti invisibili nelle stanze che contano, sappiate che la presenza magnetica non è un dono di nascita: è uno stato che si costruisce. Partite da voi: i tre secondi sulla soglia potete farli stasera. Il resto lo scoprirete in aula.

P.S. — Dei quattro elementi, cominciate dallo Stop: tre secondi sulla soglia, piedi, peso, centro. È il gesto più piccolo con il ritorno più grande, ed è quello da cui ogni esperto di Mesmerismus® comincia la giornata.

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