Ti è capitato di notare che una parte del tuo corpo stia già facendo qualcosa da sola? Esempi di tutti i giorni: una spalla resta sollevata mentre lavori, la mascella mantiene una tensione durante una conversazione impegnativa, una mano rimane chiusa mentre la tua attenzione è altrove. Sono esperienze facili da riconoscere e mostrano un principio importante: il corpo può organizzare e mantenere una risposta sotto la soglia della coscienza.
Quando questa stabilizzazione diventa marcata ed autonoma, nel MESMERISMUS® e nella letteratura ipnotica parliamo di catalessi. A cosa serve questo principio nel corpo? In una situazione di equilibrio può mantenere una posizione e, nella lettura energetica della Scuola, accumulare energia disponibile per un’azione futura: pensa all’aquila immobile e pronta a scendere sulla preda. Un’altra forma di immobilità, l’immobilità tonica, compare come antica risposta difensiva alla paura.[1][4] Comprendere queste differenze ti insegna a sviluppare una risposta stabile, a sentirla nel tuo corpo ed a riconoscerla negli altri.
Anche alcune posture dello Yoga, quando vengono mantenute correttamente a lungo, offrono un’analogia funzionale utile: la posizione diventa sempre più stabile e richiede una qualità differente di partecipazione cosciente. Questo ti dà due vantaggi immediati: maggiore consapevolezza corporea per lavorare su te stesso ed una lettura più precisa delle risposte autonome quando lavori con un’altra persona.
Quando il corpo trova una nuova stabilità
Pensa a ciò che succede durante un massaggio: il professionista trova una zona contratta e tu scopri in quel momento che il tuo corpo la stava mantenendo da tempo. Oppure ti accorgi della mascella, del collo o di una mano soltanto quando qualcuno porta lì la tua attenzione. Queste situazioni quotidiane mostrano una forma elementare di autogestione corporea: tono e postura possono continuare mentre la coscienza è impegnata altrove.
Puoi riconoscere lo stesso principio in molti momenti comuni: stringi il volante durante un tratto impegnativo, mantieni il telefono con una presa più forte del necessario, resti con le gambe in una posizione precisa mentre sei concentrato su altro. Quando porti l’attenzione al corpo, scopri che la postura aveva già una sua organizzazione. Qui appare già un’utilità concreta: riconoscere e trasformare le tensioni inutili che consumano energia, recuperando energia disponibile per ciò che vuoi fare.
Nella catalessi ipnotica questa autonomia diventa ancora più netta ed osservabile. Un arto o una configurazione più ampia possono mantenersi con una qualità particolare di stabilità; la persona può percepire che il corpo continua a sostenere la forma in modo spontaneo. È proprio questa esperienza che rende la catalessi così didattica: puoi sentire direttamente che il corpo possiede una propria capacità di organizzazione e, partendo da questa percezione, lasciare andare ciò che è di troppo.
«La catalessi può essere un momento nel quale noi vediamo che il nostro corpo ha una specie di autogestione.» — Prof. Dr. Marco Paret
Catalessi ipnotica: una risposta che si costruisce nell’esperienza
Quando il Prof. Dr. Marco Paret iniziò a studiare gli stati profondi, lo colpì l’affermazione secondo cui la catalessi fosse uno dei primi stati da incontrare. Con la pratica il motivo diventa chiaro: prima degli stati più profondi può comparire una stabilizzazione automatica del corpo che marca il passaggio verso una risposta sempre più autonoma.
Esiste una progressione che possiamo chiamare cascata ipnotica e che permette di comprendere come si raggiungano trance sempre più profonde. Nella mappa pratica della Scuola gli stati possono essere letti come: Fascinazione → Catalessi → Sonnambulismo → Letargia. La scala aiuta lo studente a sentire qualità differenti ed a riconoscere come cambia il rapporto fra attenzione, tono corporeo e risposta. La catalessi diventa così una prima grande soglia pratica per comprendere la grammatica degli stati non verbali.
Per chi lavora professionalmente sul dolore, il legame fra catalessi ed analgesia è particolarmente importante. La catalessi può accompagnarsi a dissociazione e modificazioni della percezione del dolore; studi sperimentali sull’immobilità tonica animale hanno esplorato anche l’attenuazione del dolore in rapporto all’ipnosi.[1] Per lo studente questo significa osservare insieme postura, percezione ed attenzione e leggere il fenomeno come una combinazione di stabilità corporea e cambiamento dello stato.
Il lavoro MESMERISMUS® del Prof. Dr. Paret sulla presenza, sul tono e sulla risposta
Nella nostra Scuola sviluppiamo la catalessi attraverso sguardo, presenza, passi magnetici e silenzio. La relazione non verbale diventa il terreno nel quale il corpo costruisce la risposta. Nel MESMERISMUS® sviluppato dal Prof. Dr. Marco Paret questa modalità può rendere la catalessi molto rapida ed intensa e permette allo studente di osservare il cambiamento mentre avviene.
Una caratteristica importante del nostro metodo è la rapidità della risposta. Nel lavoro silenzioso lo sguardo, la presenza ed i passi magnetici possono portare il corpo a stabilizzarsi molto rapidamente. Lo studente sente quindi la catalessi come un’esperienza reale ed immediata e può confrontare direttamente ciò che accade dentro di sé con ciò che osserva nell’altra persona. Questa doppia lettura — interno ed esterno — è una delle basi della sensibilità MESMERISMUS®.
Da questa stabilizzazione diventano più leggibili sonnambulismo e letargia, l’estasi e, in altri processi, la crisi mesmerica. La catalessi può accompagnare anche regressioni non verbali e dimostrazioni didattiche relative all’analgesia. Impari quindi a sentire la qualità della risposta ed a scegliere con maggiore precisione come accompagnarla.
Per il tuo sviluppo personale affini la capacità di percepire prima le tensioni, la postura ed il modo in cui il tuo stato si organizza. Nel lavoro con gli altri sviluppi sensibilità per tono, respiro, immobilità, sguardo e microcambiamenti corporei. Per chi conosce già l’ipnosi, questo apre un campo complementare di esperienza: autonomia corporea, energia, dissociazione, analgesia e transizione fra stati diventano canali ulteriori da leggere ed utilizzare.
Dalla catalessi alle applicazioni di attenzione, energia ed autoregolazione
La catalessi acquista valore quando diventa una capacità utilizzabile. Nella nostra esperienza un esercizio catalettico può lasciare la persona più carica, centrata e consapevole del proprio corpo. Una possibile chiave è l’economia della tensione: il corpo trova una configurazione stabile e l’attenzione può osservare con maggiore libertà la qualità del mantenimento e le sensazioni che emergono.
La stessa sensibilità può essere utilizzata per riconoscere una tensione quotidiana, seguire una transizione verso uno stato più profondo, accompagnare una regressione non verbale o preparare alcuni passaggi della crisi mesmerica. Il Prof. Dr. Paret ha utilizzato anche sequenze di tensione, tremore e rilascio come preparazione didattica alla crisi: lo studente sente nel proprio corpo una dinamica che successivamente può manifestarsi in modo più autonomo. È un ponte concreto verso una delle specialità della Scuola, la crisi mesmerica liberatoria.
Qui emerge un vantaggio pratico importante: impari a riconoscere quando il corpo accumula tono ed energia, quando li trasforma e quando compare il rilascio. Questa lettura rende più concreta la relazione fra energia, sensazione e stato e ti permette di lavorare con maggiore precisione sia su te stesso sia nell’interazione con gli altri.
Fisiologia, teoria polivagale e neuroscienze dell’immobilità
La letteratura scientifica ha usato a lungo l’espressione animal hypnosis per alcune forme di immobilità tonica, e studi comparativi hanno esplorato i rapporti fra tonic immobility ed ipnosi.[1][4] Nella lettura operativa della Scuola questo offre una base interessante per comprendere la catalessi come una modalità biologicamente antica di organizzazione dell’immobilità.
La teoria polivagale di Stephen Porges aggiunge una chiave moderna: distingue qualità differenti dell’immobilizzazione e descrive circuiti autonomici con storia filogenetica diversa.[5][6] Questo aiuta a comprendere perché due corpi apparentemente immobili possano vivere esperienze molto differenti. Le neuroscienze permettono inoltre di studiare attenzione, percezione del corpo, dissociazione e modulazione del dolore come dimensioni collegate.
Una domanda di ricerca concreta riguarda il modo in cui attenzione, stato autonomico e stabilizzazione motoria si combinano nella catalessi e nelle sue transizioni. Per la Scuola il punto operativo resta l’osservazione diretta: sentire il corpo, riconoscere lo stato e seguire la trasformazione. La fisiologia offre una mappa moderna; l’esperienza permette allo studente di verificarne concretamente molti aspetti.
Pratica guidata e sviluppo della sensibilità
La catalessi diventa particolarmente chiara nella pratica guidata. Il docente può osservare assetto, sguardo, tono e risposta mentre lo studente sente direttamente ciò che accade. Questa correzione immediata accelera l’apprendimento perché collega una parola tecnica ad una sensazione precisa del corpo.
Nella formazione MESMERISMUS® del Prof. Dr. Marco Paret la catalessi entra in un percorso progressivo: preparazione dell’operatore, Fascinazione, stati profondi, passi magnetici e transizioni successive. La pratica con persone diverse sviluppa una sensibilità sempre più naturale e spontanea e permette di riconoscere lo stesso principio in corpi, posture e risposte differenti.
Riferimenti storici e letture comparative studiate nella Scuola
La nostra Scuola dispone, nella Biblioteca Magnetica, del più vasto corpus di opere e autori sul magnetismo e discipline affini. Nel nostro corso di studi presentiamo anche sviluppi intorno ad autori che hanno esplorato configurazioni corporee vicine alla catalessi. Joseph Messinger, nella sua programmazione neuro-gestuale, usa il termine verrou idéomoteur per una risposta catalettica localizzata e descrive verrous del braccio, delle ginocchia e degli occhi.[2] Questi esempi ampliano il confronto con modi differenti di organizzare una postura stabile.
«Un verrou ideomotorio è una risposta catalettica di una parte del corpo che reagisce a una suggestione mentale.» — Joseph Messinger (trad. nostra).
Francis Lefebure sviluppò le tensions statiques: contrazioni volontarie seguite da distensione e da un lavoro preciso dell’attenzione sul rilascio.[3] La struttura tensione → mantenimento → rilascio offre un confronto interessante con alcuni aspetti corporei della catalessi e con esercizi preparatori utilizzati nella Scuola per creare la crisi mesmerica, una delle tecniche che utilizziamo per favorire processi profondi di liberazione.
«Dopo le contrazioni muscolari fisiche sopravviene un rilassamento muscolare profondo.» — Francis Lefebure (trad. nostra).
Il MESMERISMUS® attuale del Prof. Dr. Marco Paret inserisce questi antecedenti in un quadro operativo più ampio ed evoluto, nel quale si incontrano catalessi non verbale, sguardo, passi magnetici, mappa degli stati, teoria polivagale e neuroscienze. Messinger e Lefebure diventano così riferimenti utili per comprendere antecedenti ed analogie, mentre il centro resta l’esperienza formativa sviluppata nella nostra Scuola.
Domande frequenti sulla catalessi
Una tensione quotidiana aiuta a capire la catalessi?
Sì. Mostra un principio immediato: il corpo può mantenere tono e postura sotto la soglia della coscienza. Nella catalessi ipnotica questa autonomia diventa molto più evidente e viene sviluppata intenzionalmente nella pratica.
Che cosa sente una persona durante la catalessi?
Può percepire una parte del corpo sorprendentemente stabile mentre l’attenzione si muove altrove. Le differenze individuali diventano materiale utile per imparare a riconoscere la qualità dello stato.
Che vantaggio ha chi conosce già l’ipnosi?
Trova un campo complementare nel quale sguardo, presenza, corpo, energia e segnali non verbali diventano strumenti ulteriori di lettura e di intervento.
Se vuoi trasformare questi concetti in esperienza diretta, il passo successivo è la formazione MESMERISMUS®, dove la catalessi viene praticata e riconosciuta sotto supervisione.
Note e riferimenti
- Gilman T.T., Marcuse F.L., Animal hypnosis, Psychological Bulletin, 1949, PMID 18116725; Castiglioni J.A. et al., An animal model of hypnotic pain attenuation, Behavioural Brain Research, 2009, PMID 18793674.
- Joseph Messinger, Le Verrouillage Oculaire; materiali della Programmazione Neuro-Gestuale e Les 5 objectifs de la PNG, corpus Biblioteca Magnetica ISI-CNV.
- Francis Lefebure, L’Initiation de Pietro, sezione “Deuxième clé: les tensions statiques”; registrazione CD04, fase di rilassamento delle tensioni statiche, corpus Biblioteca Magnetica ISI-CNV.
- Immobility reactions: a modified classification, PMID 6541777.
- Stephen W. Porges, The polyvagal theory: phylogenetic substrates of a social nervous system, 2001, PMID 11587772.
- Stephen W. Porges, Social engagement and attachment: a phylogenetic perspective, 2004, PMID 14998870.
- Tonic immobility as a survival, adaptive response and as a recovery mechanism, 2022, PMID 35397892.
