Il rapport è la desiderabile capacità che hanno alcune persone di entrare facilmente in rapporto profondo con gli altri. E con la parola magnetismo indichiamo la capacità di affascinare e guidare.
Ogni arte ha più livelli. Il musicista studia le scale per anni, il pittore mescola i colori, l’attore prova la dizione. E c’è il secondo livello, quello che pochi raggiungono: il momento in cui le scale diventano musica, i colori diventano luce, la voce diventa presenza. Oltre la PNL c’è la PNL3, che porta dal primo al secondo livello. Non è un’aggiunta di tecniche nuove: nasce da un cambiamento di stato interiore che trasforma il modo in cui il nostro corpo si rapporta all’altro. E più in là ancora abbiamo un livello ulteriore: il magnetismo puro della comunicazione, dove l’altro viene verso di noi.
In queste pagine trovate la chiave operativa di questi passaggi e, più sotto, un esercizio concreto da fare già stasera.
Dobbiamo dapprima imparare il segreto per essere noi stessi al 100%. Queste tecniche sono la base per eliminare il peso che molti si portano da anni: lo si sente nelle spalle in sala riunioni, nella gola che si chiude prima di una presentazione, nel respiro che si fa corto quando si deve chiedere qualcosa di importante. E questo si può raggiungere sviluppando la propria energia interiore. Questo vi aiuterà se siete persone il cui corpo si irrigidisce proprio nel momento in cui avreste bisogno di essere fluidi: più si cerca di controllare la situazione, più il controllo tradisce. Ecco quello che diciamo: partite da voi. Le tecniche funzionano, ma fino a un certo punto. Il segreto è nel trasformare noi stessi.
Che cosa sono e come funzionano veramente il ricalco e guida?
Il ricalco è presente nella maggior parte della comunicazione profonda. Rispecchiare la postura, il ritmo, la voce, il respiro, i predicati dell’altro: questo crea un terreno comune. Esiste il ricalco diretto, quando specchiamo i movimenti dell’interlocutore come se fossimo la sua immagine allo specchio, ed il ricalco incrociato, quando traduciamo il suo comportamento in un altro canale: se il nostro interlocutore muove la gamba, noi magari muoviamo la mano sullo stesso ritmo. Funziona perché il nostro cervello è cablato per riconoscere chi va con un ritmo simile al nostro: lo confermano gli studi sul mirroring (vedi le note in fondo). La somiglianza genera fiducia. La fiducia apre la porta.
Poi arriva la guida. Dopo aver stabilito il rapport, si tratta di condurre. Come dice il Prof. Dr. Paret, «guidare significa che smettete di seguire l’altro e incominciate a muovervi progressivamente verso la direzione desiderata, facendo attenzione che vi segua». E aggiunge: «Andare a ritmo è la chiave per creare profondo rapport». Il ricalco è la danza, la guida è il momento in cui uno dei due ballerini prende l’iniziativa. Se il rapport è solido, l’altro segue senza accorgersene. È un meccanismo osservato e studiato nel campo della comunicazione non verbale, ed è una tecnica insegnata in molti percorsi di formazione sulla comunicazione efficace.
Ma vi è un segreto
Il segreto è che il ricalco dipende dalla relazione. Ed il dr. Paret aggiunge che c’è una differenza abissale tra il rispecchiare perché lo si è letto su un manuale e il rispecchiare perché il nostro corpo entra naturalmente in sintonia con l’interlocutore. Nel primo caso, il nostro sguardo è quello di chi osserva dall’esterno. Nel secondo, è quello di chi partecipa dall’interno.
Chi conosce solo il ricalco tecnico resta un passo indietro, perché è incompleto e manca un elemento. È come il musicista che suona tutte le note giuste ma non emoziona nessuno. Le note ci sono, il ritmo c’è, ma manca qualcosa che non si può scrivere su uno spartito.
Il principio del passaggio: dal fare all’essere
Nella PNL3 non si esegue il ricalco. La chiave è la relazione: il ricalco accade da solo. Questo è il principio, ed è un cambiamento di livello logico. Nel primo livello, noi facciamo il ricalco: la nostra attenzione è sulla tecnica, sul corpo dell’altro, sui segnali da cogliere. Nel secondo livello, noi siamo nella relazione: la nostra attenzione è sullo spazio tra noi e l’altro, su quel campo di tensione che si crea quando due esseri umani si incontrano davvero. E in quello spazio, il ricalco avviene naturalmente, senza sforzo, come la respirazione. Come insegna il Prof. Dr. Paret, «oggi attuiamo un approccio che parte dalla relazione: all’interno della relazione, il ricalco».
Il segreto è nel passaggio dal fare all’essere. La chiave nascosta è essere in un modo diverso. Presenza, sguardo, respiro: queste sono le tre parole chiave. La presenza è la qualità di chi è interamente qui, senza pensieri che vagano. Lo sguardo è la finestra attraverso cui la presenza si manifesta. Il respiro è il veicolo che porta la presenza nel corpo. Quando questi tre elementi sono allineati, il ricalco diventa una proprietà emergente della relazione. Il corpo si irrigidisce quando la mente è proiettata sul risultato; a questo punto siamo a un livello superiore, il magnetismo: l’attenzione si sposta dal risultato alla relazione, e questo cambio di focus produce un rilassamento fisiologico naturale. Inoltre col magnetismo si hanno effetti che sembrano telepatia, anche se basati su una sensibilità estrema alla comunicazione non verbale, dato che si crea una relazione profonda che aumenta l’attenzione a tutto ciò che l’altro esprime senza parole.
A questo punto è possibile che un colloquio di affari si concluda positivamente, che un incontro si muova meglio, che una persona vi chiami e vi faccia una sorpresa. È possibile entrare in una stanza e sentire l’attenzione volgersi verso di voi; è possibile che una trattativa difficile si sciolga in pochi minuti; è possibile che chi vi ascolta vi dia più spazio, vi interrompa meno e ricordi le vostre parole. Facile, una volta imparato; profondo, perché ricercato.
La scienza dietro il principio
Quello che abbiamo detto ha basi scientifiche. La teoria polivagale di Stephen Porges ha dato un nome scientifico a questo sistema di connessione. Il nervo vago, nella sua parte ventrale, è il circuito che regola la nostra capacità di stare in relazione con gli altri in modo sicuro. Quando questo circuito è attivo, il nostro volto si rilassa, la voce si modula, l’occhio si illumina. È esattamente ciò che accade quando siamo in rapport profondo. Come dice il Prof. Dr. Paret, «la teoria polivagale ha scoperto un sistema di connessione. A questo punto: il magnetismo». La scienza descrive il meccanismo, la pratica lo attiva. Chi vuole approfondire la parte scientifica la trova nella nostra pagina dedicata ai segreti del rapport.
Che cosa si impara nel percorso della Scuola
Il magnetismo personale è il cuore del percorso. È una qualità che si sviluppa con un lavoro preciso sul proprio corpo e sulla propria presenza, alla portata di chiunque decida di coltivarla. I pilastri sono quattro. La presenza, che si allena con esercizi di radicamento e consapevolezza. Lo sguardo, che si trasforma da organo di percezione a organo di comunicazione: la fascinazione istantanea attraverso lo sguardo è uno dei patrimoni esclusivi della nostra Scuola. Il respiro, che diventa lo strumento per regolare il proprio stato interno e, di conseguenza, il campo relazionale. E infine il rapport dei magnetizzatori, che è la forma più profonda di connessione: quella che i vecchi maestri chiamavano «rapport magnetico».
La genealogia è documentata. Mesmer, Puységur, du Potet, Donato, Di Pisa, Torrizzano: una linea ininterrotta di pratica e trasmissione che arriva fino a noi. È storia. E la storia ci insegna che questo sapere si trasmetteva in un modo molto preciso: direttamente, da maestro ad allievo, con esercizi a due e trasmissione orale. Ci sono cose che si imparano solo col corpo, in presenza, sotto lo sguardo di chi le ha già vissute. Per questo i nostri seminari sono strutturati come laboratori esperienziali.
In aula, il lavoro sull’occhio come fascinazione è uno dei momenti più intensi. Si impara a usare lo sguardo per comunicare, oltre che per guardare. E si scopre che l’occhio umano è molto più espressivo di quanto crediamo: può trasmettere sicurezza, calma, autorità, calore. I tre sistemi per accelerare il magnetismo completano il percorso: tecniche precise per entrare rapidamente in stato di presenza e per mantenere la qualità magnetica anche in situazioni di stress.
L’esercizio di stasera
Ecco un esercizio semplice ma potente, da fare prima di una conversazione che conta. Tre respiri lenti, a spalle sciolte, guardando un punto morbido davanti a noi: un punto sfocato, come quando guardiamo l’orizzonte senza fissare nulla. Durante i tre respiri, lasciamo che le spalle scendano, che la mascella si rilassi, che la lingua si stacchi dal palato. Poi entriamo nella conversazione quando sentiamo il corpo calmo. E per le prime tre frasi, parliamo più lentamente del solito. Osserviamo cosa succede: l’altro ci dà più spazio, ci interrompe meno, ci ascolta con più attenzione. È la relazione che si è aperta prima della tecnica.
A chi serve questo percorso
Abbiamo voluto presentare questo tema per chi lavora nel campo della comunicazione. I venditori e i professionisti della comunicazione trovano nel magnetismo un vantaggio competitivo immediato: la capacità di creare fiducia in pochi secondi, senza dire una parola. I formatori e i terapeuti della relazione scoprono una profondità nuova nel loro lavoro: una qualità di presenza da offrire, oltre alle tecniche da applicare. E chi ha già un practitioner PNL riconosce subito il salto: è come passare dal suonare le scale al suonare musica. Per iniziare questo percorso basta la volontà di partire da sé; chi ha studiato PNL capisce immediatamente la differenza.
Noi custodiamo una genealogia documentata che da Mesmer, passando per Puységur, du Potet, Donato, Erminio Di Pisa e Virgilio Torrizzano, giunge fino a noi: ogni insegnante di mesmerismo odierno deriva da questa linea. Insegniamo il lavoro con l’occhio come fascinazione, un’arte che nessun altro trasmette, e i tre sistemi per accelerare il magnetismo con i protocolli propri della crisi mesmerica. La nostra tradizione alchemica europea, radicata in Paracelso, rende questo sapere vivo e operativo.
FAQ
Serve aver già studiato PNL per frequentare il percorso?
Il percorso parte da zero e costruisce passo dopo passo. Chi ha già studiato PNL riconosce subito il salto di livello: è come chi ha imparato a nuotare in piscina e scopre il mare.
La PNL3 sostituisce la PNL?
La include e la porta oltre. Le tecniche di ricalco e guida restano valide e vengono insegnate; nella PNL3 diventano la conseguenza naturale di una relazione ben impostata, e il magnetismo è il livello successivo.
Quanto conta la teoria nel percorso?
Il percorso è eminentemente pratico. Si impara col corpo, in aula, con esercizi a due. La teoria serve come mappa, il territorio si esplora con la pratica. Per questo i seminari sono strutturati come laboratori.
Ambito e limiti
La PNL3 e il magnetismo personale sono strumenti di comunicazione e formazione. Non sono una terapia e non sostituiscono in alcun modo il lavoro di medici, psicologi o psicoterapeuti. Non facciamo promesse terapeutiche né di guarigione. Il nostro lavoro è nel campo della comunicazione, della presenza, della crescita personale e professionale. Chi cerca un supporto terapeutico deve rivolgersi ai professionisti della salute. Le tecniche di comunicazione possono aiutare a gestire l’ansia da prestazione in contesti specifici; per difficoltà persistenti è sempre consigliabile rivolgersi a un professionista della salute mentale.
Note e riferimenti scientifici
Mirroring e rapport. Chartrand, T. L. & Bargh, J. A. (1999). «The chameleon effect: The perception-behavior link and social interaction». Journal of Personality and Social Psychology, 76(6), 893–910: l’imitazione non consapevole di posture e gesti aumenta la simpatia e la fluidità dell’interazione. È la base sperimentale di ciò che la PNL chiama ricalco.
Teoria polivagale. Porges, S. W. (2007). «The polyvagal perspective». Biological Psychology, 74(2), 116–143; Porges, S. W. (2011). The Polyvagal Theory. New York: Norton. Offre una chiave di lettura parziale ma utile dei meccanismi fisiologici della connessione sociale: il modello descrive il ruolo del nervo vago ventrale negli stati legati alla sicurezza e alla connessione. La pratica eccede la teoria: il modello non copre l’intera gamma dei fenomeni magnetici che si manifestano nel lavoro avanzato.
Corpo ed emozione. Walker, M. P. & van der Helm, E. (2009). «Overnight therapy? The role of sleep in emotional brain processing». Psychological Bulletin, 135(5), 731–748: la regolazione emotiva avviene anche attraverso processi fisiologici che coinvolgono il corpo nella sua interezza.
Per approfondire: la parte scientifica del rapport sulla pagina I segreti del rapport; la fascinazione istantanea e la presenza magnetica; la storia dell’ipnosi non verbale sul nostro wiki; la formazione in mesmerismo.
La tradizione e il futuro
C’è un insegnamento che viene da lontano, da quei maestri che hanno attraversato i secoli portando con sé un sapere che non si trova nei libri.
«Ainsi, selon l’intensité de ces causes, l’individu magnétisé éprouvera soit des effets presque nuls, soit des effets très-apparens, comme des convulsions, ou le sommeil, et même le somnambulisme magnétique, et en général tous les états désignés sous le nom de crise.» — Chastenet de Puységur, 1813
«Così, secondo l’intensità di queste cause, l’individuo magnetizzato proverà o effetti quasi nulli, o effetti molto appariscenti, come convulsioni, o il sonno, e persino il sonnambulismo magnetico, e in generale tutti gli stati designati sotto il nome di crisi.»
«J’ai établi en principe que, lorsque le magnétisme produit des crises, il est dangereux de les interrompre.» — Deleuze, Instruction pratique sur le magnétisme animal, 1836
«Ho stabilito come principio che, quando il magnetismo produce crisi, è pericoloso interromperle.»
Queste parole ci ricordano che la crisi mesmerica era considerata un momento delicato, da non interrompere. Noi abbiamo trasformato questa antica saggezza in un approccio moderno alla comunicazione: la crisi diventa un momento di profonda apertura relazionale, il punto in cui l’altro smette di difendersi e comincia a seguire. È il momento in cui il ricalco diventa guida e la guida diventa magnetismo.
Se già praticate ricalco e guida, avete già la metà del cammino. L’altra metà si impara con noi, in aula, col corpo, in presenza. Il principio è essere qualcuno di diverso, prima ancora che fare qualcosa di diverso. E questo, come ogni trasformazione autentica, richiede un maestro, un allievo e uno spazio in cui la trasmissione possa avvenire. Noi abbiamo creato quello spazio. Il resto è pratica.
